Le fiamme, ieri sera, sul Busotto della linea 1, non ci sono state (non si sa quanto per caso oppure no visto che è stato confermato surriscaldamento, fusione di parti in plastica e fumo), ma questo è bastato al Presidente Seta Bulgarelli per convocare una conferenza stampa urgente (cosa che non aveva fatto nei precedenti e ben più gravi casi di incendio e distruzione di bus). Tutto con l'obiettivo dichiarato di tranquillizzare l'utenza e chiarire cosa è successo ieri sera, alle 19,30 al Busotto delle linea 1 (lo stesso modello di due dei 4 che hanno preso fuoco nell'ultimo mese), che si è dovuto fermare dopo essere stato invaso da odore acre e fumo. Una conferenza che ha fornito subito l'occasione al Presidente per attaccare direttamente la stampa e indirettamente coloro che alla stampa fornirebbero notizie false ed 'inaffidabili'.
'Vengono diffuse informazioni superficiali e non adeguatamente verificate - afferma Bulgarelli - forse indotte da fonti altrettanto inaffidabili, che stanno danneggiando l’azienda ed il lavoro di centinaia di persone'.
'Il guasto al bus in servizio urbano a Modena, immatricolato nel 1998 ed in regola con il previsto programma di manutenzione, non ha provocato incendi, né principi di incendio' - ha affermato Bulgarelli. 'Il problema è stato causato da un avaria nel compressore che fornisce aria a varie meccaniche del mezzo (es.: sistema di apertura/chiusura porte). Da qui un surriscaldamento che prodotto la fusione di alcuni componenti in plastica e lo sprigionamento di vapori di residui oleosi'
E qui chiediamo allora al Presidente sul come si spiega la drammatica sequenza che ha visto Modena agli onori della cronaca per una sequenza di incendi distruttivi senza precedenti, e lui ci invita a considerare i 4 incendi in un ottica di 3 anni e non di un mese: 'Se consideriamo quel periodo il dato modenese non è straordinario, ma in linea con quanto è successo sugli altri bacini e successe per esempio a Piacenza che al momento della fusione (in Seta spa, ndr), aveva ancora in circolazione mezzi vecchi da rottamare e per i quali si generarono incendi'.
Ci sta dicendo che 4 incendi rappresentano un dato fisiologico? - gli chiediamo. 'Questo lo dice lei, non mi metta in bocca cose che non ho detto'. C'è comunque un fattore Modena che oggi distingue questo bacino da altri. Come se lo spiega? 'Oltre alla genesi degli incendi stiamo verificando l'eventuale correlazione tra gli episodi considerando che si sono verificati su mezzi di diversa età e di diversa tipologia.
Ed è qui che quasi alla fine, dopo circa mezz'ora di monologo e di lezione sulla corretta informazione e sugli sforzi e gli investimenti in aumento di Seta anche sul fronte della manutenzione, (Tra il 2015 ed il 2017 - dice Bulgarelli - gli investimenti di Seta in manutenzione sono aumentati del 14%, a Modena quasi del 16%), il Presidente Seta espone quello che sembra essere il vero problema di fondo. Ovvero la mancata sostituzione di un parco mezzi ormai vecchio, causata dai ritardi e dagli inghippi nella gara Tper per la fornitura di nuovi bus e che hanno provocato il ritardo di un anno nell'arrivo di 20 nuovi mezzi a metano in sostituzione dei 20 Busotto immatricolati per la maggior parte alla fine degli anni '90 e due dei quali distrutti dagli incendi accidentali. Insomma, se altri problemi procedurali non si presenteranno, i nuovi bus dovrebbero arrivare e sostituire i vecchi il prossimo settembre. Problema, quello provocato dal ritardo di un anno nella consegna dei nuovi bus, che si va aggiungere ad altri fattori che hanno penalizzato il bacino modenese.
E per questi motivi Modena si trova oggi a dovere fare 'nozze con fichi secchi', ovvero una situazione che obbliga ad avere in circolazione non solo un parco mezzi che per età risulta più a rischio di guasti (e di incendi), rispetto a nuovi, ma anche a non avere a disposizione quel numero di mezzi sufficienti per garantire la frequente sostituzione di mezzi fermi per manutenzione straordinaria.
Perché è proprio quando si parla di capacità di garantire quella manutenzione straordinaria e spesso necessaria per bus molto vecchi come i Busottoche Bulgarelli cambia tono e ammette, seppur indirettamente, che la bassa quantità di mezzi (dal 10% al 15%) a disposizione per la sostituzione dei mezzi fermi per manutenzione, non consente la stessa frequenza di un tempo nell'effettuazione delle manutenzioni straordinaria. Al di la dei fondi che per la stessa manutenzione vengono messi a disposizione e sui quali il Presidente snocciola dati
“L’ammontare complessivo stanziato dall’azienda nel triennio 2015-2017 è considerevolmente superiore a quello del triennio 2012-2014. Stiamo parlando – per tutta l’azienda – di una cifra che è passata da 26.140.920 € a 29.819.247 € (+14%). Ancora più significativo il confronto relativo al solo bacino di Modena, dove si è passati da un ammontare di 10.807.582 € a 12.535.568 € (+15,9%). Vengono così del tutto destituite di fondamento le dichiarazioni interessate di presunti esperti, che lamentano una scarsa attenzione a questo fondamentale elemento di gestione dell’azienda. Dati e cifre ufficiali e verificati sono a disposizione di chiunque e verranno ulteriormente ribaditi nel corso dell’Assemblea dei soci che si terrà lunedì 28 maggio”.
Gianni Galeotti



