Servono alcuni correttivi alla nuova legge urbanistica dell'Emilia-Romagna, in approvazione a fine mese, 'per consentire equilibrio tra grande distribuzione e piccoli negozi, per garantire un servizio diffuso al consumatore: è un problema sociale e non di categoria, del resto la qualità e la sicurezza del territorio dipendono anche dalla sopravvivenza dei 'piccoli' esercizi'. Ne è certa Confesercenti Emilia-Romagna, che oggi celebra la sua assemblea annuale regionale all'hotel Bologna Fiera presentando un saldo negativo di imprese commerciali negli ultimi anni e chiedendo quindi interventi 'piu' incisivi' alla Regione. Sulla nuova legge urbanistica, il presidente di Confesercenti Emilia-Romagna Dario Domenichini intravede un pericolo all'orizzonte se non verrà garantita più elasticità alle pmi: complice il superamento delle Province e delle loro funzioni, senza correttivi si rischia di favorire le grandi imprese a scapito di quelle più piccole.
Spiega Domenichini: 'Abbiamo presentato anche qualche emendamento, perchè riteniamo che nel progetto di legge in approvazione ci siano ancora aspetti da modificare. Nell'edificabilita' del commercio, chiediamo che sia gli ampliamenti sia le nuove costruzioni rientrino nel famoso 3% di consumo di territorio consentito'. Preoccupa anche la fase transitoria della nuova legge: 'Venendo a mancare il filtro dei Ptcp, gli strumenti urbanistici delle Province, tutte le previsioni di ampliamento e nuova costruzione possono essere attuate in questi quattro-cinque anni di fase transitoria'.


