Secondo Bettini, il piano di riorganizzazione sanitaria della Regione sta creando un vuoto di servizi essenziali, specialmente per quanto riguarda la montagna modenese. 'Vergognoso che ci si nasconda dietro la chiusura dei punti nascita per giustificare lo smantellamento di reparti in territori che stanno crescendo' - ha dichiarato, facendo riferimento alla necessità di strutture sanitarie in un contesto territoriale in espansione. 'La situazione è resa ancora più preoccupante dalla carenza di professionisti come ginecologi, pediatri e ostetriche, con tagli che si accumulano nel corso degli anni, mirando a una riorganizzazione che potrebbe costringere i pazienti a percorrere centinaia di chilometri per raggiungere ospedali più grandi come Baggiovara e il Policlinico di Modena'.
Bettini ha messo in evidenza 'le gravi difficoltà derivanti da questo processo di centralizzazione, soprattutto considerando le sfide logistiche nel trasporto dei pazienti. Con una sola automedica a disposizione per tutto il Frignano e un solo elisoccorso regionale abilitato a volare di notte, la sicurezza dei pazienti potrebbe essere seriamente compromessa'. Inoltre, ha ricordato come 'le decisioni recenti non siano in linea con il DM 11112015, il quale consente il mantenimento dei piccoli punti nascita. “Siamo ancora in attesa di una risposta dal Ministero della Salute sul pronunciamento del CPNN riguardo ai piani Asl per le riaperture”, ha aggiunto Bettini, sottolineando come 'questo aspetto non trovi supporto nemmeno nelle normative in vigore'.
La referente del comitato ha anche espresso la sua preoccupazione per le implicazioni più ampie di questi cambiamenti, che non solo riguardano il Frignano, ma anche la pianura, con risorse sottratte a quelle aree. 'Privare la montagna di servizi essenziali in nome di una sicurezza che non pondera adeguatamente i rischi del trasporto non è solo ingiusto, ma potenzialmente pericoloso', ha concluso.
Infine, Bettini ha invocato una risposta chiara e tempestiva dalle autorità regionali. 'Vista l’inversione di rotta rispetto alla precedente Giunta Regionale, sarebbe auspicabile un commento dell’attuale Assessore alla Montagna, braccio destro di Bonaccini e ex sottosegretario, per chiarire la posizione della Regione e
'Il comitato 'Salviamo l'ospedale di Pavullo' continua a lottare per mantenere i servizi ospedalieri essenziali nella zona - chiude Bettini - consapevoli delle difficoltà che la comunità potrebbe affrontare senza un adeguato sistema sanitario locale. Il futuro dell'ospedale di Pavullo e della montagna modenese resta appeso a un filo, e la battaglia per difendere questi servizi cruciali continua'.



