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L'alternativa al governo, ferma alla critica al governo

L'alternativa al governo, ferma alla critica al governo

De Pascale e Mezzetti alla Festa dell'Unità faticano ad andare al di là della critica all'Esecutivo in carica. Il sindaco: 'Le elezioni si giocheranno sulla sicurezza, per il programma serve un patto sulla Costituzione'. De Pascale: 'Oggi non c'è spacciatore che abbia paura del governo Meloni, al governo faremo quello che non abbiamo fatto quando c'eravamo, a partire dalla sanità'


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Dopo l'evento di apertura della Festa provinciale dell'Unità, con i rappresentanti regionali e locali del cosiddetto Campo Largo, sulla costruzione di una alternativa al governo Meloni, anche il sindaco di Modena Massimo Mezzetti e il Presidente della Regione De Pascale, cadono nel medesimo errore che dichiaratamente volevano superare: andare al di là della critica al governo Meloni con estensione a Vannacci e iniziare a delineare proposte proprie. E' accaduto ieri sera, al Festival provinciale dell'Unità. Con sindaco e Presidente della Regione, sul palco in una spazio Agorà questa volta pieno in tutte e sedute, c'è, a fare gli onori di casa, il segretario provinciale del Partito Democratico Massimo Paradisi. Tema dell'evento l'alternativa al governo Meloni in vista delle prossime elezioni politiche. Appuntamento cruciale per il centro sinistra, anche per evitare quello che dichiaratamente e da subito, nelle parole di De Pascale, viene evidenziato come il rischio principale per il centro sinistra: la vittoria di un governo di centro destra al quale spetterebbe di fatto l'elezione del presidente della Repubblica. E da qui la proposta, dai grandi temi di principio a quelli specifici, si sposta ancora una volta non sull'elenco di cose da fare ma sulla critica al governo.

Anche su un tema come quello della sicurezza sul quale - afferma Mezzetti - si giocherà anche la prossima campagna elettorale.
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Entrambi fano riferimento al Ministro Piantedosi e alla sua relazione dei giorni scorsi sui reati: 'Ha descritto un paese che non c'è. L'avessimo fatto noi, saremmo stato accusati di essere vittima di percezioni. Lo ha fatto il Ministro, tutti zitti, come quando a poche ore dall'attento di Modena fu il primo ad escludere che si trattasse di terrorismo' - afferma Mezzetti. E De Pascale affonda: 'Non c’è uno spacciatore in questo paese che abbia paura del governo Meloni o ne abbia più di prima, il governo ha fallito', anche se poi ammette: 'Non dobbiamo dimenticare però che la proposta del centro sinistra è stata bocciata dagli elettori che hanno scelto il centro destra'. Ma poi ricade sullo spauracchio di un governo di centro destra: 'Dopo essere stati ingannati da Salvini e Meloni, oggi il rischio è che gli elettori vengano ingannati su questi temi da Vannacci che se guardiamo bene non dice cose diverse da quelle già dette da Meloni e Salvini e che gli elettori hanno comunque preferito alle nostra'.

Sul fronte delle proposte, su questo tema, De Pascale non va oltre all'esempio dei 20 milioni di euro stanziati dalla Regione per aumentare la sicurezza delle stazioni ferroviarie, Modena compresa.
Il Presidente della Regione traccia spesso, nel suo discorso, un parallelo con le bocciature del centro sinistra, che si estende anche ai numeri dei successi elettorali: 'In Emilia-Romagna abbiamo vinto con poco più della metà della metà degli Emiliano-Romagnoli. Ciò significa che siamo stati votati da un elettore su 4. Non dobbiamo dimenticarlo così come non dovrebbe dimenticarlo la Meloni'. Poi Mezzetti: 'Visto che alla domanda sui finanziamenti dalla Russia, Vannacci ha risposto che non ci sarebbe nulla di sbagliato prenderli, si dovrebbe indagare su quello, così come sui finanziamenti che arrivano a quei personaggi che a suo sostegno fanno reel e video tutti i giorni, e che rispetto al tema della sicurezza hanno chiesto le mie dimissioni, confondendo ad arte sulle competenze che sono dei comuni e sono dello stato e del governo. Anche sui social accusano me dei problemi della sicurezza in città compreso i furti in appartamento'. Mezzetti ribadisce quindi ciò che più volte ha ripetuto nelle ultime settimane: 'Sicurezza e ordine pubblico fanno parte delle competenze dello stato'

Tema della sicurezza collegato a quello dell'accoglienza e dell'integrazione di stranieri irregolari e richiedenti asilo.
Per De Pascale il problema è il lavoro: 'Chiuderemo questi cinque anni con molti più sbarchi degli anni precedenti, ma il problema è che la quasi totalità delle persone che arriva diventa irregolare, impossibilitata a lavorare, esposta allo sfruttamento e alla criminalità. E qui c'è un paradosso normativo: un irregolare può lavorare in carcere, ma non appena esce non può più farlo'.
Mezzetti rincara, ma sempre in riferimento al governo in carica, sottolineando un nodo irrisolto da tutti i governi: 'Non possiamo nemmeno avviare al lavoro i minori stranieri non accompagnati, Noi vogliamo che si applichino diritti e doveri, mentre il governo vuole solo doveri, senza garantire diritti, a partire da quello della cittadinanza'.

Anche sulla sanità De Pascale nn manca il riferimento a Meloni, pur rivendicando un primato: “Siamo la regione che più cura il Paese”. Ma subito dopo il ragionamento si sposta sul governo: 'Meloni investe il 5% del PIL in spese militari, il centrosinistra promette il 7,5% sulla sanità'. Ma anche qui non manca l'autocritica: 'Lo abbiamo detto, ma quando eravamo a governo non lo abbiamo fatto. Al governo dovremmo passare ai fatti e non solo ai detti'.

Il tema della pace, che dovrebbe essere un pilastro identitario del centrosinistra, viene affrontato da De Pascale con un taglio quasi esclusivamente polemico. La frase più forte è quella che crea un parallelo diretto tra Giorgia Meloni e Ursula Von der Leyen: 'A volte mi sembra la settimana enigmistica: trova le differenze, difficili da trovare tra le due'. Un’affermazione che appare altrettanto autocritica se si considera chela delegazione PD al parlamento europeo ha sostenuto e votato Von Der Leyen. De Pascale non solo mette in discussione la linea del governo italiano, ma anche quella della Commissione europea, accusata di non essere “attrice di pace. Le trattative internazionali sono nelle mani di Donald Trump, mentre l’Italia paga ma non siede al tavolo, noi dobbiamo riportare l'Italia al tavolo'

Ma alla fine è il sindaco che tornando su tema, ancora ipotetico, di un programma di centro sinistra lancia quella che appare come l'unica idea, seppur generale e di principio, anche se il riferimento al governo non manca: ''Così come Fratelli d’Italia si è data il nome con l’inno nazionale, noi dobbiamo darci un programma fondato sui punti della Costituzione'. Costituzione come
architrave del programma, come bussola politica, come radice comune'. Il tentativo malcelato, e reso ancora più chiaro da De Pascale è quello di fare passare l'immagine di un governo attuale ed eventualmente futuro, refrattario o comunque non in linea con i valori e i principi costituzionali.
Operazione politicamente pericolosa e che emerge contestualmente come tale dalle parole di De Pascale. 'Quando abbiamo passato mesi a dire che non si poteva andare a votare perché avrebbe vinto la destra si è poi visto come è andata a finire'.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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