“La nuova legge sull’editoria non è garanzia di rispetto del pluralismo dell’informazione ma soltanto il cavallo di Troia di Giunta e PD che in questo modo cercheranno di tenere sotto scacco giornali, radio e tv, allargando così ancor di più il loro feudo di potere”.
È questo il commento di Gianluca Sassi, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo all’approvazione della nuova legge sull’editoria locale varata oggi pomeriggio dall’Assemblea Legislativa.
Legge che il MoVimento 5 Stelle ha fortemente criticato e sulla quale ha espresso voto contrario. “Nessuno più di noi vuole che l’informazione, in Emilia-Romagna come nel resto del Paese, sia libera, indipendente e tutelata – spiega Gianluca Sassi – ma lo strumento degli aiuti e dei finanziamenti all’editoria non sono lo strumento adatto per realizzare questo obiettivo. Con questa legge, che il PD ha voluto e votato, non si rende più libera la stampa, anzi. Si cerca in tutti i modi di metterle un bavaglio visto che d’ora in poi ci potrà essere qualche politico regionale che dirà al giornalista sgradito di turno che il suo stipendio è frutto anche di una legge che ha contribuito a far nascere e approvare. Questo a nostro avviso è un controllo bello e buono della politica sull’informazione.
Un principio che il MoVimento 5 Stelle ha sempre rifiutato e combattuto”.Per questo il MoVimento 5 Stelle, pur presentando degli emendamenti per cercare di evitare che i finanziamenti pubblici andassero anche a quei giornali che pubblicizzano il gioco d’azzardo e per introdurre un codice etico per la comunicazione delle vincite legate proprio al gioco (poi bocciati dall’aula), ha votato contro la legge. “In fase di voto il PD ha presentato anche un ordine del giorno che, attraverso lo spauracchio delle fake news, di fatto introduce una censura bella e buona alla rete – conclude Gianluca Sassi - Uno scandalo che certamente non toglierà il sonno ai finti democratici”.
Del resto quanto sia maltollerata l'informazione (e i commenti) fuori dal coro lo sappiamo bene. Come sappiamo benissimo delle telefonate del presidente della regione Stefano Bonaccini all'ex editore di Prima Pagina di Modena (chiuso il 31 ottobre 2016 in 10 giorni) per lamentarsi (in tutti i modi) della linea editoriale dell'allora quotidiano cartaceo. Altro che la tutela non solo della 'voce del leone nella giungla ma anche del cinguettio di qualche piccolo uccellino' come affermato oggi in aula dai consiglieri Pd. Ma così va il mondo.
Leo



