Come previsto, considerata l'imminenza delle elezioni politiche, fissate al 4 marzo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha tenuto un discorso di fine anno concentrato su principi, valori e regole alla base della Costituzione Italiana.
'Valori su cui si fonda, e si svolge, la nostra vita democratica. Al suo vertice, si colloca la sovranità popolare che si esprime, anzitutto, nelle libere elezioni' - ha affermato il Capo dello Stato.
'Come sapete ho firmato il decreto che conclude questa legislatura del Parlamento e, il 4 marzo prossimo, voteremo per eleggere le nuove Camere. E' stato importante rispettare il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione'
Come previsto, un discorso generico, senza alcun riferimento diretto all'ultimo governo Gentiloni ma solo un accenno alla legislatura appena conclusa ma con l'attenzione rivolta alla prossima legislatura, 'una pagina bianca che saranno gli elettori a scrivere'.
'In questo tempo, la parola 'futuro' può anche evocare incertezza e preoccupazione. I cambiamenti vanno governati per evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità. L'autentica missione della politica consiste, proprio nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre'.
'Insieme ad altri esiti positivi, andremo a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere'.
Il Presidente della Repubblica ha ricordato come non si sia mai vissuto in un periodo così lungo di pace e ha ricordato terremotati del centro-Italia, gli alluvionati di Livorno, le vittime di Rigopiano, Ischia, ed i concittadini vittime degli attentati di Barcellona'
E da qui il collegamento ai 18enni per la prima volta al voto: 'In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora - i ragazzi del '99 - vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell'Europa. Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo. L'Italia 'non è un Paese in presa al risentimento, io conosco un'Italia della solidarietà, generoso'.
'Occorre preparare il domani. Interpretare, e comprendere, le cose nuove. La velocità delle innovazioni è incalzante; e ci conduce in una nuova era, che già cominciamo a vivere. Cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi. Mutano i mestieri, e la organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni; altre ne appaiono. I cambiamenti, tuttavia, vanno governati per evitare che possano produrre 'ingiustizie e creare nuove marginalità'.
Da qui l'appello ai partiti impegnati nella prossima campagna elettorale. 'L'autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento. Per rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre'.



