Parole che vengono sottoscritte anche dal consigliere della lista civica di opposizione, Andrea Mazzi.
'Il dibattito sugli interventi alla cassa di espansione del fiume Secchia mi ha davvero preoccupato - afferma Mazzi -. Credevo che il nostro territorio, con le casse di espansione dei principali fiumi, fosse ben protetto. In realtà, fin dagli anni '90, si sa che la cassa del Secchia è sottodimensionata e non progettata secondo le normative nazionali. Nulla è stato fatto per vent'anni, e solo dopo l'inondazione del 2014 sono iniziati i primi progetti e, ora, i primi lavori. Attualmente è in corso la sistemazione della cassa, ma una volta completata, sarà ancora dimensionata per piene con un tempo di ritorno di soli 20 anni, quando servirebbe almeno per 200. Con i cambiamenti climatici, il rischio è sempre più alto, come dimostrato dall’evento del maggio 2023 in Romagna, con precipitazioni eccezionali e fuori scala'.
'La città di Modena, finora, è stata risparmiata ma non possiamo contare sempre sulla buona stella. Occorre accelerare il più possibile la progettazione e la realizzazione degli interventi, se abbiamo a cuore il bene di Modena. Nel frattempo non è forse arrivato il momento di coinvolgere i cittadini in attività di protezione civile, dato che ci vorranno anni prima di avere un sistema di difesa adeguato?
La sicurezza idraulica è un’emergenza che dobbiamo affrontare presto e insieme'.


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