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Modena, Ascari (M5S): 'Il carcere non può essere una discarica di persone'

Modena, Ascari (M5S): 'Il carcere non può essere una discarica di persone'

'La commistione tra detenuti psichiatrici, detenuti comuni e persone con dipendenze rende la gestione quotidiana difficilissima'


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'Oggi sono andata nel carcere di Modena insieme a Massimo Bonora e Barbara Moretti, e non è stata una visita facile. Il sovraffollamento è il nodo più evidente, 570 persone detenute a fronte di una capienza di 372, con una grave carenza di personale. A questo si sommano problemi strutturali pesanti: impianti idraulici ed elettrici inadeguati, muffa, un vecchio capannone fatiscente, spazi inutilizzati e assenza di risorse per una manutenzione costante'. Così Stefania Ascari, parlamentare M5s.

'Ma il carcere non è solo muri che cadono. Il penitenziario modenese è fatto soprattutto di persone che ci hanno raccontato che il tempo vuoto è troppo: mancano lavoro e attività, e questo genera frustrazione, tensione, conflitti. La commistione tra detenuti psichiatrici, detenuti comuni e persone con dipendenze rende la gestione quotidiana difficilissima. Anche il piano farmaci non è uniforme, le mancanze creano caos e mettono a rischio tutti - continua la Ascari -. Gravi anche i tempi lunghi della magistratura di sorveglianza: persone che hanno già maturato i benefici restano in attesa per mesi, sospese, senza risposte. Un limbo che logora e svuota di senso il percorso rieducativo. Eppure, dentro questo quadro durissimo, abbiamo incontrato luce.
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Due detenute che fanno teatro: la loro emozione nel raccontarsi, nel parlare del palcoscenico come spazio di libertà e dignità, ci ha profondamente colpito. E poi il lavoro di sartoria, fatto con cura, competenza, orgoglio ma non solo: qui si produce pasta fresca, miele e si coltivano verdure che vengono fornite ad uno dei più importanti ristoranti di Modena. Lavoro vero, competenze vere, dignità vera. Questo è il punto. E' questo il reinserimento sociale che serve e che vogliamo. Il carcere non può essere una discarica dove buttare le persone e dimenticarle, ma deve essere un luogo che restituisce possibilità, responsabilità, futuro. Perché una comunità è più sicura non quando esclude, ma quando ricostruisce'.

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