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'Modena, centinaia di balle di rifiuti tessili su suolo agricolo: in via Contrada situazione immutata da anni'

'Modena, centinaia di balle di rifiuti tessili su suolo agricolo: in via Contrada situazione immutata da anni'

'Anche nell'eventualità di una condanna, il Comune — e quindi i cittadini modenesi — rischiano di non riuscire a recuperare i costi dello smaltimento'


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'C'è un angolo dimenticato di Modena, in strada Contrada nei pressi del civico 372, dove da oltre quattro anni giacciono centinaia di balle di rifiuti tessili su suolo agricolo. Una storia che fa riflettere su quanto sia difficile, in questo Paese, fare rispettare le regole — anche quando i responsabili sono stati identificati, anche quando le ordinanze sono state emesse, anche quando la Procura è stata informata'. A dirlo è il consigliere comunale Maria Grazia Modena.


'Tutto ha inizio nel novembre 2021, quando la Polizia Locale esegue un sopralluogo e individua un deposito incontrollato di scarti di lavorazione tessile, tipici della produzione di capi di abbigliamento, abbandonati su terreno agricolo. L'area viene sequestrata e la Procura della Repubblica di Modena viene immediatamente informata. Il Comune individua il proprietario del terreno e gli intima di provvedere allo smaltimento. Questi, però, dimostra di aver ceduto il fondo in comodato d'uso gratuito a un terzo soggetto già dal novembre 2021, e la sua posizione viene archiviata. I veri responsabili individuati dalle indagini sono il comodatario del terreno e un autotrasportatore, indagati in concorso per deposito incontrollato di rifiuti speciali - ricorda la Modena -. Da quel momento inizia un lungo e frustrante balletto burocratico e giudiziario.

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Nel dicembre 2022 viene emessa un'ordinanza sindacale, poi revocata perché indirizzata al soggetto sbagliato. Nel novembre 2023 vengono intimati i presunti responsabili. Dall'inizio del 2024, l'avvocato del comodatario comunica che il proprio assistito si dichiara disposto a rimuovere solo 24 tonnellate — quelle a lui contestate nel procedimento penale — ignorando che entrambi i soggetti sono responsabili dell'intera discarica abusiva, stimata in oltre 100 tonnellate. Ad agosto 2024 viene finalmente emessa una nuova ordinanza sindacale. A novembre 2024 si tenta un primo accesso al sito per avviare la rimozione: impossibile, il terreno è saturo d'acqua e i mezzi pesanti non riescono ad entrare. I rifiuti restano al loro posto. A febbraio 2025 viene emessa un'ulteriore ordinanza — la terza — stavolta nei confronti di entrambi i soggetti in solido, per la rimozione di tutta la massa di rifiuti presente. A maggio 2025 un nuovo sopralluogo della Polizia Locale certifica che i rifiuti sono ancora lì. La segnalazione torna in Procura. Il comodatario, nel frattempo, ha presentato ricorso al TAR il 17 aprile 2025'.


'Ho presentato la seconda interrogazione il 3 febbraio 2026, chiedendo semplicemente: a che punto siamo? La risposta dell'assessore Molinari, datata 13 marzo 2026, è articolata e ricostruisce accuratamente la cronologia.

Tuttavia, la sostanza è preoccupante: a settembre 2025 è stato finalmente effettuato un sopralluogo tecnico congiunto — Comune, Hera, Polizia Locale — che ha rilevato la necessità di una perizia specifica per quantificare i rifiuti e valutare il consolidamento del terreno prima di qualsiasi intervento. È previsto a breve anche un sopralluogo con Arpae per valutare eventuali rischi di contaminazione ambientale. In pratica: dopo quattro anni, siamo ancora in fase di perizia preliminare. I rifiuti sono ancora lì - chiude la Modena -. La risposta dell'assessore contiene un dettaglio che merita attenzione: i soggetti coinvolti risultano indagati anche da altre Procure italiane per vicende analoghe. Si tratta, con ogni probabilità, di soggetti che operano sistematicamente nello smaltimento illecito di rifiuti tessili su scala più ampia, e che avrebbero predisposto una condizione di incapienza patrimoniale per sottrarsi alle conseguenze.

Questo significa che anche nell'eventualità di una condanna, il Comune — e quindi i cittadini modenesi — rischiano di non riuscire a recuperare i costi dello smaltimento, che potrebbero essere ingenti. Come ModenaXModena continuiamo a monitorare questa vicenda.

Chiediamo che la perizia e il sopralluogo con Arpae vengano effettuati nel più breve tempo possibile; vengano resi pubblici i risultati della valutazione ambientale; il Comune proceda speditamente alla bonifica in danno, senza attendere ulteriormente l'adempimento volontario di chi ha già dimostrato di non voler ottemperare;; venga valutata concretamente l'azione di rivalsa sui responsabili per i danni patrimoniali e reputazionali subiti dalla città. Quattro anni sono già troppi. Strada Contrada e i suoi residenti meritano una risposta concreta, non un'altra ordinanza'.

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