'Noi comprendiamo bene che la Dogali risente della grave crisi che ha colpito tutti gli impianti, eppure sarebbe ingiusto non ricordare che ci sono imprenditori che non si arrendono. Qualche giorno fa mi è capitato di ascoltare un gestore di impianti privati ma ad uso sociale del nostro territorio che parlando ai propri clienti ha annunciato la decisione di non soccombere, di non chiudere nonostante i costi elevatissimi e da gennaio sul tetto dell’impianto ci saranno 500 metri di pannelli solari evitando quindi dipendenze energetiche. Lo stesso gestore ha chiesto poi ai clienti di far parte della decisione cercando di usare l’impianto come fosse casa loro, con la stessa attenzione al risparmio, per svalicare ottobre novembre e dicembre fino all’installazione dei pannelli solari. Si può fare anche con le piscine comunali, si può introdurre questo spirito imprenditoriale che non ti fa mollare nemmeno davanti alle più grandi difficoltà e dove la chiusura diventa davvero l’ultima delle opzioni possibili?'.
'Un cenno anche sulla riqualificazione dell’immobile ex Stallini e trasformazione in nuova sede del centro per l’impiego inserita nella variazione - conclude Rossini -. Ricordo che da cronoprogramma l’avvio della gara era previsto entro il secondo trimestre 2022. Siamo invece ancora in una fase preliminare all’affidamento dei lavori e ci vediamo costretti ad una variazione di bilancio a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime. I lavori dovevano partire nel 2022, mentre sono slittati all’inizio del 2023. E, ricordiamo, che l’ex Stallini è abbandonato al degrado da un decennio divenendo luogo di rifugio di senza fissa dimora e tossicodipendenti. I costi sociali ed economici di questi anni passati inutilmente sono stati pagati dai cittadini modenesi'.


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