Per il sindaco Massimo Mezzetti: 'Il risultato che presentiamo oggi ha un grande valore perché va nel senso da me sempre auspicato di organizzare la macchina comunale tenendo conto di due elementi da cui non si può prescindere: la consistente diminuzione di dipendenti – da circa 2200 di 10 anni fa ai circa 1300 di ora - che questo Comune, come altri, ha avuto a fronte di un bisogno aumentato di servizi da parte della cittadinanza e la necessità di lavorare in modo orizzontale, che ritengo funzionale a una moderna pubblica amministrazione che sappia dare nuove risposte e non ripetere meccanismi acquisiti. È quindi uno dei punti qualificanti del programma di mandato, sicuramente il meno visibile dal punto di vista comunicativo, ma tra i più importanti per le ricadute che può avere nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione'.
'Il nuovo modello organizzativo – ha spiegato il direttore generale Lorenzo Minganti - nasce dalla volontà del sindaco dell’Amministrazione di adeguare la macchina comunale alle sfide attuali, rendendola più snella, flessibile e funzionale alla gestione dei carichi di lavoro, nell’ottica di un miglior utilizzo delle risorse umane e del rafforzamento del benessere organizzativo. Quello presentato oggi – ha aggiunto il direttore generale - è un cambiamento reso necessario in un contesto in cui, da anni, l’assetto dell’ente è rimasto pressoché invariato, nonostante una progressiva e significativa riduzione del numero di dipendenti'.
Il nuovo assetto organizzativo trae ispirazione dallo studio commissionato all'Università Bocconi di Milano e che ha costituito la prima base su cui operare. Tra gli obiettivi principali figurano il superamento del tradizionale modello gerarchico a favore di un approccio 'a matrice', l’adozione di nuove modalità operative basate sulla trasversalità e sul coordinamento intersettoriale, la valorizzazione delle competenze interne e la promozione delle pari opportunità.
La nuova organizzazione, inoltre, introduce forme più efficaci di programmazione, controllo e gestione, con una maggiore attenzione alla compliance amministrativa e alla pianificazione strategica, per rafforzare l’efficienza e la capacità decisionale dell’ente.
Oltre a questo, la riorganizzazione prevede anche una razionalizzazione complessiva delle direzioni e dei settori – da 10 a 9 - con un accorpamento funzionale delle attività omogenee e l’eliminazione delle sovrapposizioni.
Con il nuovo assetto, inoltre, viene maggiormente valorizzato il ruolo trasversale della Direzione generale, che centralizza competenze strategiche come progetti speciali, comunicazione, digitalizzazione, risorse umane e relazioni internazionali.



