Se qualcuno degli alleati aveva ancora qualche dubbio, la foto di stamattina del candidato sindaco di Modena leghista Stefano Prampolini in viaggio insieme al commissario cittadino Luca Bagnoli verso la manifestazione romana a sostegno del Capitano Matteo Salvini, lo ha definitivamente sciolto.
Prampolini è il candidato della Lega, è leghista dalla testa ai piedi e non ha nulla di civico. Nonostante i suoi trascorsi democristiani nel Cdu di Rocco Buttiglione (20 anni fa fu consigliere comunale centrista) oggi Prampolini è integrato perfettamente al Carroccio, un ultrà del Capitano, fedelissimo alla mente leghista ex Msi Stefano Vernole, Lega il cui pensatoio modenese è rappresentato dal circolo di estrema destra de La Terra dei Padri.
Una fotografia da scattare per amor di verità e per squarciare il velo del modo un po' ipocrita col quale gli alleati modenesi della Lega (i moderati di Forza Italia, Fratelli d'Italia, l'ex candidato Pellacani passato a Energie per l'Italia e Giovanardiani) hanno accettato senza discutere l'imposizione della sua candidatura a sindaco. 'In fondo è un civico' era il ritornello che si ripetevano forzisti, meloniani e giovanardiani. Ecco no. Prampolini non è un civico. Non è un democristiano. O meglio non lo è più. E' passato armi e bagagli alla lega, così come molti altri cattolici modenesi di destra: dalla Luigia Santoro al fratello di Andrea Bosi, Alberto, fino alla giovanardiana Beatrice Borelli.
E allora Forza Italia e Fratelli d'Italia si preparino ad essere fagocitati dalla forza del Capitano Salvini. L'unica speranza rimasta al centrodestra modenese? Che la spinta del Capitano, o mio Capitano non sia sufficiente a far vincere a Modena la Lega contro la corrazzata del Pd del sempre più in difficoltà Giancarlo Muzzarelli. Altrimenti per berlusconiani e meloniani sotto la Ghirlandina è davvero finita.
Leo



