Di rimpasto, fino alle prossime elezioni politiche, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti non vuole sentire parlare, ma l'aver bloccato le immediate pretese di visibilità del segretario Dem Diego Lenzini non ne ha arginato le ambizioni a medio-lungo termine. Il Pd - come noto - avrebbe voluto sostituire immediatamente l'assessore Alessandra Camporota (il suo operato è ritenuto unanimamente fallimentare all'interno della maggioranza) con Lenzini stesso, ma Mezzetti ha chiuso a ogni pretesa, indicando le elezioni nazionali come punto di svolta. L'assessore Federica Venturelli punta infatti al Parlamento e a quel punto il rimpasto riguarderebbe tre assessori: Camporota, Vittorio Molinari e la stessa Venturelli, un trittico in uscita che offrirebbe a Mezzetti maggiori opportunità di manovra.
Ma questo stop - oltre a non essere stato digerito dal Pd - ha paradossalmente rinvigorito l'animo di Lenzini i cui pensieri sono ora concentrati sul bersaglio grosso: la poltrona da sindaco nel 2029.
Sostenuto da tutto il Pd cittadino e da tutto il gruppo consigliare (fatta eccezione Luca Barbari), apprezzato dal grande vecchio Giancarlo Muzzarelli e forte del sostegno dell'altro astro nascente Dem (proprio la Venturelli), Diego Lenzini sta da mesi lavorando sottotraccia per costruire una candidatura unitaria che superi il pasticcio della corsa fratricida degli 8 piccoli indiani che nel 2024 spalancò le porte a Mezzetti.
Obiettivo già parzialmente raggiunto, a parte il grande ed eterno ostacolo rappresentato dalle sempre astutamente celate ma mai sopite, mire da primo cittadino di Francesca Maletti.E quali sono le contromosse di Mezzetti a questo attivismo sfrenato di Lenzini? Ormai il sindaco ha deciso di ricandidarsi per il secondo mandato - foss'anche solo per non darla vinta a quel Pd che prima lo ha cercato poi ha fatto di tutto per ostacolarlo - e con questo obiettivo continua a tenere il punto.
Mezzetti ha come primo elemento a suo favore proprio l'essere sindaco: difficilmente infatti il Pd potrebbe avere la forza di contrapporgli un candidato in una lotta intestina. Secondo elemento a favore di Mezzetti è la figura di Roberto Solomita. In un contesto di scelte volutamente fuori dal bacino paludoso modenese non sempre azzeccate (dalla Camporota a Minganti), Massimo Mezzetti ha certamente trovato nell'ex segretario Pd ed ex sindaco di Soliera una spalla convinta, convincente e non schienata su posizioni Dem ideologiche, ondeggianti tra masochismo e ipocrisia. La sua promozione a Direttore generale, pur lasciando qualche margine alle critiche sulla esperienza tecnica, spalanca le porte a una solida presenza politica all'interno della macchina di piazza Grande.
g.leo.



