'Un corteo e una piazza, quelli di Bologna, che con oltre 50.000 persone hanno paralizzato la città e mandato un messaggio chiaro: l’ora della “Rivolta Sociale” è qui e adesso'. Così in una nota la Cgil di Modena.
'Il Governo deve rispondere alle cittadine e ai cittadini del peggioramento della loro condizione salariale, del peggioramento dei servizi essenziali - a partire da sanità e scuola -, dell’assenza di politiche industriali - con le uniche risorse destinate al riarmo dello Stato in un momento nel quale le uniche parole d’ordine dovrebbero essere Pace e cessate il fuoco -, dell’assenza della riforma delle pensioni, dell’assenza di una lotta all’evasione fiscale - che pagano sempre e soltanto lavoratori dipendenti e pensionati -, dell’assenza di interventi a tutela dei territori e dell’assenza di misure per garantire la sicurezza sul lavoro - afferma la Cgil -. Invece, il Governo è impegnato ad attaccare l’unica organizzazione di massa che si oppone a questo imbarbarimento, la Cgil, e a cercare di imbrigliare il dissenso e la partecipazione attiva con il Ddl Sicurezza. Per le Metalmeccaniche e i Metalmeccanici questo sciopero ha avuto ancora più significato perché si colloca all’apertura della stagione di mobilitazione per la conquista del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, con una Confindustria che fa pienamente propria l’agenda del Governo, in termini di assenza di risposte salariali, di costante privatizzazione delle prestazioni integrative, di assenza di visione industriale complessiva a tutela dell’occupazione e delle attività produttive'.
Modena, ora la Cgil evoca la 'rivolta sociale'
La Cgil di Modena: 'Messaggio chiaro: l’ora della rivolta sociale è qui e adesso'
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