'Da tempo assistiamo a un'escalation di violenza giovanile che le autorità scolastiche e politiche si limitano a condannare a parole, senza però mettere in campo azioni concrete per arginarla. Si annunciano giri di vite, si moltiplicano le dichiarazioni di indignazione, ma alla prova dei fatti non cambia nulla. E non cambia nulla per un motivo molto semplice: ogni intervento realmente incisivo viene sistematicamente boicottato da un approccio ideologico che, per non turbare certi dogmi progressisti, finisce per tutelare più i carnefici che le vittime. Si preferisce minimizzare il problema, ricorrere a giustificazioni sociologiche, evocare il disagio e l'integrazione mancata, piuttosto che affrontare con realismo la questione della criminalità minorile e della violenza diffusa in certe fasce di popolazione giovanile. Ci chiediamo: dov'è lo Stato? Dov'è la politica quando si tratta di garantire sicurezza ai nostri figli? Non è più accettabile che i genitori debbano temere per l'incolumità dei loro ragazzi ogni volta che escono da scuola. E bene fanno quei genitori che, di fronte a un'aggressione tanto feroce, scelgono di denunciare e di sollevare il problema dell'assenza di controlli e di reazioni. Perché il problema esiste, ed è ora che qualcuno abbia il coraggio di dirlo. Servono misure drastiche, servono presidi fissi delle forze dell'ordine nelle aree più sensibili, servono espulsioni immediate per chi delinque, servono interventi seri contro quei contesti familiari e sociali che educano alla violenza anziché al rispetto delle regole - chiude Rinaldi -. Tutto ciò che non è realismo è connivenza. La sicurezza non è di destra o di sinistra, è un diritto fondamentale, e la politica ha il dovere di garantirlo, senza ambiguità, senza reticenze, senza ipocrisie'.
'Modena, pestato da 15 stranieri in stazione: scandalosa indifferenza'
'Un quindicenne brutalmente pestato da un gruppo di coetanei stranieri, aggressione premeditata che si è consumata nell'assoluta indifferenza delle istituzioni'
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