'Vista la completa saturazione dei posti già verificatasi a settembre e a lei comunicata – scrive Muzzarelli a Piantedosi - si stanno prospettando, anche se grazie all’impegno della Prefettura si è riusciti finora ad evitarle, soluzioni improvvisate e irricevibili come tendopoli o ‘brandinopoli’ in immobili non progettati o quantomeno idonei a questo tipo di funzione'.
A partire dal metodo con il quale si è presa la decisione a Roma, per Muzzarelli, che ribadisce la disponibilità della città a un’accoglienza diffusa che consenta una gestione dignitosa del fenomeno migratorio, si tratta di una decisione 'in totale contrasto con quanto condiviso con il ministro lo scorso 22 settembre insieme alla Regione Emilia-Romagna e a tutti i sindaci dei Comuni capoluogo'.
Facendo poi riferimento specifico alla situazione di Modena, il sindaco ricorda di non aver ancora ricevuto risposte in merito alle proposte progettuali avanzate a Piantedosi il 1 agosto e poi affrontate il 1 settembre con il commissario Valenti: 'Il Comune di Modena è il primo sostenitore della necessità di relazioni istituzionali forti tra Stato centrale e autonomie locali, ma è necessario che questa collaborazione istituzionale non si limiti a sterile enunciazione'.
La preoccupazione di Muzzarelli nasce dalla tensione che si avverte salire a Modena 'e quotidianamente, nonostante i buoni rapporti e l’interlocuzione costante con la Prefettura, constato che si continua a non informare i sindaci di ciò che accade e di ciò che si sta facendo a livello nazionale, agendo in modo completamente scoordinato rispetto alla reale situazione che vivono le città, con la inevitabile conseguenza di scaricare insicurezza e sbandamento sociale sui nostri territori e sulle comunità urbane'.
Per il sindaco, infatti, i decreti adottati fino a oggi dal Governo (alcuni dei quali già convertiti in legge con modifiche dal Parlamento) 'non hanno portato alcun beneficio tangibile al percorso di accoglienza e integrazione sui territori, mentre invece dovrebbero essere recepite e finanziate le proposte di Anci per la gestione dei flussi migratori e, in particolare, per dare una soluzione strutturata al tema dei minori stranieri non accompagnati'.
A questa situazione si aggiunge anche l’indisponibilità di alcuni dei soggetti gestori dei Cas di prima accoglienza a partecipare ai bandi della Prefettura o ad accettare ulteriori proroghe ai contratti in essere. 'I Cas, sia dal punto di vista della disponibilità dei posti sia rispetto agli strumenti con cui si deve garantire la gestione – spiega Muzzarelli - continuano a essere un punto debole nella strategia della prima accoglienza. L'uscita dai Cas da parte dei migranti, per il venir meno dei requisiti per la permanenza, inoltre, sta creando situazioni inaccettabili per la nostra città con un aumento esponenziale di persone lasciate in mezzo a una strada e costrette a trovare rifugio nei parchi pubblici, nelle zone industriali abbandonate o a creare dormitori improvvisati nei quartieri residenziali'.
Per il sindaco a Prefetture ed enti locali 'mancano completamente gli strumenti per gestire la prima e la seconda accoglienza, in modo da poter garantire dignità e legalità alle persone giunte in Italia e alle comunità che devono ospitarle.
La lettera di Muzzarelli si conclude con l’auspicio di 'un cambio di passo da parte del Governo sulla gestione complessiva dei flussi migratori e che le istanze di Modena e della sua provincia possano trovare urgente risposta'.



