Un dialogo quello con De Maio articolato, durante il quale il leader de La Terra dei padri ha rivendicato il ruolo della associazione anche in quello che è stato il dibattito politico pre-elettorale due anni fa e ha chiarito la propria posizione sul tema dell'approccio giudicato da alcuni (compreso il nostro giornale) 'ambiguo' rispetto al Ventennio. 'Non possiamo prendere le distanze da qualcosa che non ci appartiene - ha detto De Maio sul tema di richiami 'nostalgici' da parte del Circolo -. Io non so dove qualcuno abbia mai scorto nei nostri eventi apologie al Ventennio, abbiamo avuto negli anni ospiti trasversali e di livello, uno su tutti il grande Giulietto Chiesa, scomparso lo scorso anno. Detto questo, destra e sinistra sono concetti del tutto superati rispetto a una attualità che in Italia vede un governo espressione di mondi che di liberale hanno ben poco, oltre al nome. E proprio dalla critica alla figura di Mario Draghi, che noi abbiamo sollevato anni fa in tempi non sospetti, parte il nostro impegno anche sul tema del no al Green Pass. Con questo ovviamente non vogliamo mettere il cappello a nessuna manifestazione, ma semplicemente offrire il nostro contributo'.
De Maio prende poi nettamente le distanze dai fatti di Roma e dagli approcci violenti di piazza messi in campo da esponenti capitolini di Forza Nuova mentre auspica per Modena un fronte plurale e trasversale che contrasti il modello di potere rappresentato dal governo Draghi. 'Le piazze contro il Green Pass sono certamente anti-governative - afferma De Maio - ma questo non significa affatto essere di destra o di sinistra'.
E infine una bordata contro la Lega, rea di avere invertito la rotta rispetto alle posizioni di due anni fa di Salvini e una critica anche a Fratelli d'Italia.
Giuseppe Leonelli

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