Così il sindaco di Nonantola Federica Nannetti, a due anni e mezzo dall'alluvione del 2020, provocata dalla rottura dell'argine del fiume Panaro, in località Bagazzano, a pochi chilometri a nord di Modena, che provocò danni per circa 100 milioni a Nonantola. Comune più colpito. A Modena i danni furono limitati alla Fossalta e a Modena est, per l'esondazione del Tiepido. A Nonantola furono 1800 le richieste di danni da parte di privati, alle quali vanno aggiunte le circa 200 presentate da aziende, molte delle quali coperte da assicurazione. Un disastro che arrivò a 6 anni dall'altra devastante alluvione che provocò una vittima e che provocò decine di milioni di danni e travolse con quasi due metri d'acqua Bastiglia e parte di Bomporto. Alluvioni drammatiche per chi le ha vissute ma che forse per avere colpito una parte del territorio e un numero limitato di comuni, oltre che al loro essere politicamente scomode da ricordare soprattutto nel dibattito anche politico sul rischio idrogeologico, sono state di fatto dimenticate. Anche nelle parole che hanno accompagnato gli eventi di questi giorni in Romagna. Così come dimenticati, non sicuramente dai sindaci, gli impegni assunti dalla politica regionale e nazionale rispetto a rimborsi e aiuti.
Perché come nel caso di Nonantola spesso le famiglie e imprese hanno si bisogno di soldi, ma soprattutto di essere poste nelle condizioni di farcela nella ricostruzioni. E tra queste condizioni quella dell'accesso al credito è fondamentale. A Nonantola, purtroppo, apprendiamo dalle parole del Sindaco Nannetti, che pur avendo diritto al rimborso, quindi una garanzia che i soldi riconosciuti arriveranno, molti privati faticano a fare valere il proprio diritto riconosciuto in termini di rimborsi, nei confronti delle banche. Magari per una segnalazione pregressa, legata ad una difficoltà contingente. Eppure no, per molti le porte rimangono chiuse.
In sostanza, la scadenza al dicembre 2024 sposta in avanti ma non risolve il problema, creato da tanti ostacoli che frenano anziché agevolare, l'iniziativa privata.



