Impossibilitato ad inaugurare opere che attendono da anni, e la cui apertura o l'avvio dei cantieri era stata programmata programmata poco prima delle elezioni (Data Center, Palazzina edilizia residenziale via Forghieri, ex diurno di Piazza Mazzini, cantiere S.Agostino, Casa della Salute, insieme ad altre opere rimaste al palo e senza progetto del piano periferie), il Comune tenta di ottimizzare quel poco che è pronto per essere inaugurato prima del 26 maggio. Nessun edificio, nessuna nuova strada, nessun nuovo collegamento (anche il sottopasso dell'ex Benfra dopo 12 anni di attesa, pur inaugurato, è rimasto incompleto ed inutile ai più), ma un parco, che tra l'altro c'era già, ma che ora è stato riqualificato ed attrezzato con nuove strutture. E' quello su cui si affaccia sulla fine di viale Gramsci, in quella striscia di verde Chiuso da anni e riqualificato. E' evidente dal cartello apparso in questi giorni in zona, l'obiettivo di ottimizzare politicamente, in chiave elettorale l'inaugurazione. Le inaugurazioni o le aperture, sotto elezioni, di cantieri e di opere, fanno ormai già parte dell'immaginario collettivo. E fin qui ci sta tutto.
Quello che non ci sta e che ha fatto storcere il naso a diversi residenti è l'iniziativa/concorso dal chiaro connotato politico che fa da corollario all'inaugurazione e al parco stesso.
Ma il punto non sta nemmeno nella scelta obbligata tra una rosa già definita che non offre grandi opportunità, bensi nella modalità con cui i cittadini vengono organizzati sia per ricevere informazioni sia per esprimere la propria scelta. Quest'ultima infatti può essere espressa attraverso una cartolina da consegnare nel circolo PD della zona Sacca, con sede nel periodo elettorale proprio in viale Gramsci dove i cittadini sono dirottati su espressa indicazione del manifesto che non riportando alcun simbolo di partito, viene a tutti gli effetti scambiato per un manifesto (ed una iniziativa), del Comune.
A conferma di un'operazione capace di andare ben oltre all'utilizzo elettorale (prevedibile e comunque legittimo), dell'inaugurazione di una opera pubblica sotto elezioni, da parte del Comune, ma di sfociare in un palese utilizzo, da parte del PD, partito di riferimento del sindaco e al governo della città, dell'inaugurazione pubblica ed istituzionale, a scopi elettorale.
'Dispiace che sia stata data questa lettura' - speficica Carpentieri. Non c'era nessuna volontà di fare confusione. Una cosa è certa. E' sbagliato dire che il Comune fa propaganda al PD'
Gianni Galeotti



