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'Occhio a quello che dici': consigliera regionale Pd denuncia 'l'intimidazione' subita da Pulitanò (Fdi)

'Occhio a quello che dici': consigliera regionale Pd denuncia 'l'intimidazione' subita da Pulitanò (Fdi)

'Non possiamo discutere di leggi contro la violenza maschile sulle donne e tollerare che nei luoghi in cui queste leggi si scrivono vengano usate queste frasi'


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Un 'occhio a quello che dici' detto fuori microfono in commissione fa arrabbiare il Pd dell'Emilia-Romagna. Questa la frase che avrebbe rivolto il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Ferdinando Pulitanò alla collega dem Simona Lembi. L'episodio risale al 12 febbraio, durante il dibattito in commissione sulla risoluzione firmata dalla stessa consigliera dem sulla necessità di una legge sul consenso per contrastare la violenza contro donne e minori. 'Parole irricevibili', secondo i democratici, 'in qualsiasi contesto, tanto più in una sede istituzionale, pronunciate da un uomo e rivolte a una donna, proprio mentre si discute di contrasto alla violenza'. Per chiudere l'episodio è stato organizzato addirittura un confronto tra i due consiglieri, dopo la richiesta di scuse avanzata da Lembi. Ma le cose non si sono ricomposte completamente e così il gruppo Pd ha deciso oggi di rendere pubblico il caso. Spiace moltissimo- afferma Lembi- che non si sia colta l'occasione di chiarire le cose, perché quando si commette un errore così evidente la scelta più responsabile sarebbe riconoscerlo e scusarsi. Non essendo accaduto, scelgo di rendere pubblica questa vicenda perché riguarda il modo in cui intendiamo e viviamo lo spazio democratico e le istituzioni'. Le istituzioni democratiche, prosegue poi la consigliera, 'sono sacre.
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Non possiamo discutere di leggi contro la violenza maschile sulle donne e tollerare che, nei luoghi in cui queste leggi si scrivono, vengano utilizzate linguaggi e modalità che riproducono logiche intimidatorie. Penso alle tante donne, dentro e fuori le istituzioni, che si trovano ad affrontare situazioni ben più gravi con molti meno strumenti per reagire'.

 

'Le parole riferite dalla consigliera Lembi, al di là delle intenzioni di chi le ha pronunciate, risultano oggettivamente inaccettabili in un contesto istituzionale perché evocano un clima che non appartiene alla cultura del confronto democratico e che non può trovare spazio nelle sedi della rappresentanza. Per questo condividiamo la richiesta di un chiarimento pieno, che sarebbe stato non solo un gesto personale ma un atto di responsabilità verso l’istituzione e verso tutte e tutti noi. Mi auguro che si possa ancora ricondurre l’episodio a un terreno di verità e rispetto, con parole chiare che permettano di chiudere questa vicenda nel modo più corretto. Non per alimentare una polemica, ma per affermare un principio: nelle istituzioni non può esserci alcuna ambiguità su ciò che è o può essere percepito come intimidatorio, tanto più quando a essere coinvolta è una donna impegnata su un tema come la libertà e l’autodeterminazione.
Alla collega Lembi va la solidarietà della Conferenza delle Donne Democratiche'. Così Marcella Zappaterra, portavoce reggente Conferenza regionale Donne Democratiche Emilia-Romagna.
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