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Orrore Green pass, i 12enni discriminati chiederanno conto agli adulti

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Tanto più oggi ci dimostriamo obbedienti davanti all'abisso, tanto più sarà difficile avere il coraggio domani di sostenere quegli sguardi


Orrore Green pass, i 12enni discriminati chiederanno conto agli adulti

Chiederanno conto di tutto questo. Non vi sono dubbi che lo faranno, anche tutto questo incubo dovesse finire domani. Sarebbe già tardi. Oggi i ragazzi di 12, 13, 14, 17 anni per i quali i genitori non hanno scelto la vaccinazione vengono trattati come reietti. Sorci, sì. Proprio quelli evocati da Burioni. Non possono salire sul bus che li porta a scuola, non possono giocare a calcio con gli amici, a pallavolo, non possono entrare in nessuna palestra. Non possono varcare la porta di ingresso di un bar. Non possono mangiare una pizza nemmeno all'aperto. Non possono entrare in un cinema o in un negozio di abbigliamento. Fino a 11 anni e 11 mesi sì. Al compimento del 12esimo anno no.
La loro colpa? Nessuna, se non l'avere dei genitori che - in coscienza e senza disobbedire ad alcuna legge - hanno deciso di non far somministrare loro un farmaco per il quale, ricordiamolo, sono responsabilii totalmente e devono firmare un consenso scritto.
Il tema del contenimento del contagio ovviamente non ha alcun fondamento e i ragazzi, non essendo scemi, lo sanno. Sanno che non ha alcun senso dal punto di vista medico poter stare in classe al chiuso al mattino per 5 ore con le stesse persone con le quali viene loro negato al pomeriggio di giocare a calcio all'aperto o di trascorrere un quarto d'ora su un bus. Sanno che si ammalano compagni di classe vaccinati e compagni di classe non vaccinati. Lo sanno, lo vedono. Sanno che queste limitazioni non hanno senso, eppure in base a regole folli vengono umiliati, derisi, emarginati dagli stessi compagni di classe. Da insegnanti che si permettono di chiedere per alzata di mano chi si è vaccinato e chi no. Da genitori che li schivano e per i quali - come affermato da un consigliere comunale Pd di recente - la colpa della loro emarginazione non è da imputare a leggi squallide e orribili, ma al loro babbo e alla loro mamma che scelgono in modo divergente. Umiliati, questi ragazzi, al punto dal cercare spazi diversi per poter giocare a calcio, tentando ugualmente di salire su un bus pur di andare a scuola, pregando nella umanità di un poliziotto addetto al controllo, o di qualche allenatore che rischia tantissimo. Di suo. Pur di salvare un principio. Pur di salvare la propria umanità.

I ragazzi sanno tutto questo. Non sono scemi. E, un giorno, quando questa follia collettiva sarà finita, chiederanno conto di cotanto orrore. Da giovani adulti guarderanno dritti negli occhi i vecchi adulti che oggi hanno scelto, difeso, appoggiato questo delirio e chiederanno loro, perchè? Perchè con arroganza, cattiveria, insensatezza si sono accaniti contro dei bambini. In Italia, mentre il mondo andava da tutt'altra parte nella gestione della pandemia. Scaricando su dei bambini le paure di una società in preda alla ipocondria e le ambizioni di controllo e potere di un Governo svincolato dalla Politica. Chiederanno conto a chi oggi ha responsabilità di Governo, locale e nazionale, a chi oggi viene rieletto Capo dello Stato, dopo il teatrino sconcio della politica incapace di scegliere, in accordo con il presidente del Consiglio chiamato per 'salvare il Paese', e chiederanno conto a chi non ha detto no. A quel 'perchè' tutti, dovremo rispondere. E tanto più oggi ci dimostriamo obbedienti davanti all'abisso, tanto più sarà difficile avere il coraggio domani di sostenere quegli sguardi.
Giuseppe Leonelli



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