“Sono sinceramente sorpreso dai toni usati da Ausl nel rispondere ad una precisa richiesta di delucidazioni, avanzata per altro da tempo e ripetuta più volte via pec. Più che quelli di un’Azienda sanitaria sembrano fin troppo quelli di una segreteria di partito. Ad espressa richiesta di chiarezza da parte dell’Amministrazione e del Sindaco di Mirandola rispetto alla sorte di reparti trasferiti altrove con l’emergenza Covid, si è provveduto a rispondere con una lunga lista della spesa, ma che di fatto non entra nel merito e che pare miri più a confondere che a chiarire. E sempre, nel solco di quelle promesse prive di seguito concreto'.
Il deputato leghista e Capogruppo in Consiglio Comunale a Mirandola Guglielmo Golinelli torna sul punto dell'accesso confronto politico che vede da un lato l'Amministrazione comunale di Mirandola, ed in primis il sindaco Alberto Greco, e l'Ausl. Quello del ritorno a Mirandola delle attività chirurgiche ed ortopediche, trasferite a seguito della riorganizzazione ospedaliera dovuta all'emergenza Coronavirus dal locale ospedale a quello di Carpi. Un ritorno sul quale il sindaco, da subito, aveva chiesto garanzie. Date dall'Ausl e seguite da alcune settimane di relativa calma.
La ragione dello spostamento temporaneo della Cardiologia era ed è chiara: accogliere e isolare in stanze singole, sicure e monitorate, i cittadini mirandolesi con sospetto covid in attesa della risposta del tampone (come avviene in tutti gli altri ospedali), a tutela di tutti, operatori compresi, ma l’attività sarà riallocata non appena l’andamento epidemico lo consentirà.
Non si accusi
In relazione alla salvaguardia dei percorsi chirurgici, l’attività programmata della chirurgia generale e dell’ortopedia è già ripartita presso una struttura convenzionata'
Rassicurazioni che non convincono né nei toni e né nei contenuti il deputato Golinelli: 'Chirurgia, Ortopedia e Urologia attualmente “ricoverate” presso strutture private per gli interventi programmati e all’ospedale di Carpi per le urgenze, non sono ancora rientrate al Santa Maria Bianca. Allora riformuliamo la domanda, in modo semplice e diretto: quando verranno ripristinate nuovamente a Mirandola? O il copione è già stato scritto sulla falsa riga di quello del post-terremoto che ha privato la struttura mirandolese di altri importanti reparti? Lo chiediamo noi, e lo chiedono i cittadini, non solo di Mirandola, ma dell’Area Nord, ai quali, purtroppo inizia ad essere chiara la mancanza di volontà a voler ripristinare quanto tolto per la necessità dell’emergenza.



