'Il carovita rimane la prima preoccupazione per 4 italiani su 10. Con la digitalizzazione dei libri scolastici, sarebbe possibile alleggerire le spese delle famiglie e, allo stesso tempo, utilizzare in maniera produttiva la tecnologia. Mass media e associazioni dei consumatori e degli utenti hanno sottolineato che la spesa media ammonta a circa 650 euro per ciascun alunno, con una crescita dei libri richiesti per lo studio avanzato di alcune materie'. A evidenziare il problema, il capogruppo dei Civici con de Pascale in Regione, Vincenzo Paldino, che 'per ridurre il carico finanziario che grava sulle famiglie' chiede alla Giunta, con una risoluzione, di 'istituire un Tavolo, con le istituzioni competenti e tutti i soggetti coinvolti, per favorire un ulteriore sviluppo della diffusione e dell’utilizzazione dei libri di testo scolastici in formato digitale'.
Chiede, poi, di 'valutare la possibilità di definire accordi con gli editori e le case editrici dei libri di testo scolastici sull’acquisto e il prestito di testi scolastici e manuali elettronici. nella piattaforma regionale dedicata alle scuole e alle biblioteche scolastiche readER e di valutare l’acquisto o l’erogazione di contributi per l’acquisto di device elettronici, volti a incentivare l’uso di contenuti didattici digitali', infine di 'interloquire, con le istituzioni competenti
e tutti i soggetti coinvolti, per modificare le normative e le disposizioni attuali al fine di aumentare la diffusione dei testi digitali e rendere disponibile a tutti gli studenti la possibilità dell’acquisto dei testi in formato digitale (senza essere vincolati dall’acquisto del testo in formato cartaceo), così da poter contenere gli elevati costi per le famiglie e allo stesso tempo mitigare l’impatto ambientale'. Paldino chiede poi alla Giunta di 'promuovere campagne informative ad hoc per pubblicizzare e promuovere l’utilizzo di tali piattaforme, ma anche di prestare attenzione alla filiera editoriale e ai lavoratori del settore, affinché la transizione digitale non sia causa di nuove fragilità occupazionali, ma occasione di innovazione e riconversione'.


