Ora, l'interrogativo è legittimo. Il 26 gennaio si terranno le elezioni regionali e, come noto, per la prima volta il Pd di Bonaccini rischia di perdere la Regione 'rossa' per eccellenza. Era opportuno, ma non solo, era lecito per il sindaco lanciarsi in un simile attacco alla Lega, principale sostegno della competitor di Bonaccini, Lucia Borgonzoni? Era opportuno utilizzare strumentalmente, svilendolo, un evento istituzionale organizzato dall'Associazione Stampa Modenese con tanto di lezione di deontologia del presidente della locale sezione (contestualmente a capo dell'Ufficio stampa del Comune che dal luglio scorso il sindaco ha voluto per la maggior parte dei suoi componenti portare alle dirette dipendenze politiche sue e della giunta con simgoli incarichi fiduciari), per l'ennesimo attacco politico?
Un discorso nemmeno improvvisato, ma letto e quindi preparato nei dettagli. Salvini dipinto come un alcolizzato in preda a deliri e l'attuale governo (ovviamente a guida Pd) che salva il mondo intiero dal disastro.
Ma vediamo cosa dice la norma.
La norma
A partire da sabato 7 dicembre 2019 sono in vigore le disposizioni di applicazione della normativa in materia di par condicio - previste dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28 e s. m. e dal Codice di autoregolamentazione di cui al DM 8 aprile 2004 - che disciplinano i programmi di comunicazione politica, i programmi di informazione, i messaggi politici autogestiti (gratuiti e a pagamento) e i sondaggi politici ed elettorali sulle emittenti radiotelevisive locali.
L’art. 9 della legge n. 28/2000 dispone che: «Dalla data di convocazione dei comizi elettorali (quindi 7 dicembre 2019) e fino alla chiusura delle operazioni di voto (26 gennaio 2020), è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quella effettuata in forma impersonale ed indispensabile per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni».
E' in questo ultimo articolo di legge che si concentra l'indicazione più importante per i pubblici amministratori.
La domanda
Ora, affermare che il leader nazionale della coalizione che sfida Bonaccini è vittima di ubriacature e deliri di onnipotenza fa parte di una comunicazione impersonale del sindaco? La domanda è legittima e, forse, anche il mondo del giornalismo locale e non, presente all'evento (del resto organizzato ad hoc) e spesso attento a temi deontologici e di rispetto delle regole della comunicazione istituzionale, sarebbe opportuno che se la ponesse. Indipendentemente dalle idee politiche di ciascuno, indipendentemente dai limiti (oggettivi) della Lega, e indipendentemente dalla caratura dei due candidati presidente.
Giuseppe Leonelli

