'Sabato 13 giugno si è svolto il secondo flash mob al Parco delle Rimembranze, nell’area antistante l’ex Caserma Fanti. Un secondo atto di cittadinanza attiva, a distanza di oltre un anno dal primo, per denunciare una situazione che non trova ancora soluzione: da quasi due anni una consistente porzione di uno dei pochi grandi parchi pubblici del centro storico di Modena è di fatto preclusa alla fruizione dei cittadini, a causa di un cantiere per la realizzazione di un accesso al complesso edilizio dell’ex Caserma Fanti, trasformata in residenze di prestigio'. A dirlo sono il consigliere comunale Maria Grazia Modena e Vittorio Balestrazzi, vice-presidente del Consiglio di Quartiere 1.
'Non si tratta solo di un disagio temporaneo. I documenti ufficiali del Settore Lavori Pubblici del Comune di Modena attestano che le operazioni di scavo hanno già danneggiato l’apparato radicale di alberi storici del parco, sottoposto a tutela con Decreto Regionale dell’11 ottobre 2005 ai sensi del Codice dei Beni Culturali. La situazione è così grave che si è reso necessario autorizzare l’abbattimento di due esemplari monumentali: un Cedrus Deodara e un Pinus Nigra, risalenti agli anni Venti del Novecento.
Tutto questo accade a Modena: la stessa città che ha recentemente ospitato la seconda edizione dell’Alberi Festival e ha organizzato un convegno dal titolo “Il Verde che Vale”. Una contraddizione che non ammette silenzi. Com’è possibile che un cantiere privato, pur inserito in un accordo procedimentale con il Comune, abbia potuto produrre danni così rilevanti a un patrimonio di verde pubblico tutelato? Perché i cittadini sono stati tenuti lontani dal parco per quasi due anni senza risposte chiare e senza occasioni di confronto? E perché la ripresa dei lavori, autorizzata il 30 marzo 2026, non è stata accompagnata da alcuna comunicazione pubblica adeguata? - continuano Modena e Ballestrazzi -. Il Comitato Verde Brillante ha formalmente richiesto, attraverso i canali istituzionali del Comune, la convocazione di un’assemblea territoriale di zona, come previsto dall’articolo 5 del Regolamento della Partecipazione Territoriale del Comune di Modena. Tale articolo non si limita a prevedere questo strumento: lo prescrive come obbligo, stabilendo che debba essere svolta almeno una assemblea all’anno per ogni rione, e che possa essere convocata anche su sollecitazione di cittadini e realtà del territorio. Non è una concessione, è un diritto — e insieme un dovere istituzionale'.'Riteniamo che questa richiesta debba trovare riscontro prima della pausa estiva.



