'Il Comune di Modena, vivendo la doppia veste di proprietario delle azioni di Hera e garante del servizio offerto da Hera stessa, non è in grado di garantire il distacco necessario per valutare la qualità dei servizi erogati dalla multiutility. Il disastro della qualità del nuovo modello di raccolta differenziata ne è la dimostrazione'. A usare queste parole durante la discussione sulla delibera per il rinnovo dei patti parasociali di Hera spa è stata Elisa Rossini, capogruppo di Fratelli d’Italia. 'Una delibera simile era già stata discussa nel 2021 - ha ricordato Rossini -. Oggi ribadiamo le due perplessità di allora: da una parte il mantenimento delle azioni Hera da parte dell'ente pubblico che, come spiegato, mette evidentemente in crisi la terzietà del Comune nel valutare la qualità del servizio, dall'altra parte critichiamo la disponibilità a bloccare ulteriori azioni, mentre noi riteniamo sia necessario mantenerle libere per poterle utilizzare a vantaggio dei cittadini'.
'Affermare che questo patto di sindacato consente di mantenere la governance e la competitività del territorio, come ribadito in più occasioni dal sindaco stesso, è smentito proprio dalla gestione del porta a porta. L'incapacità del Comune di relazionarsi con Hera in maniera terza ha portato alle difficoltà che i cittadini devono affrontare tutti i giorni. Nonostante le sollecitazioni che sono arrivate dai banchi della opposizione sul mancato adempimento di Hera degli obblighi contrattuali, nulla è stato fatto e nemmeno Atersir ha risposto ai nostri quesiti. I limiti della tanto mitizzata governance sono dunque evidenti. E allora la vera domanda da porsi sui patti parasociali è un'altra. A chi servono? Ai cittadini o a garantire al Pd una seggiola alla vicepresidenza di Hera?'
'Patti parasociali Hera: così il Pd mantiene seggiola alla vicepresidenza'
'L'incapacità del Comune di relazionarsi con Hera in maniera terza ha portato alle difficoltà che i cittadini devono affrontare tutti i giorni'
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