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Pavullo, il candidato sindaco Venturelli: 'Arriverò al ballottaggio'

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'Il nostro sindaco non ha portato avanti temi significativi a livello di Unione negli ultimi cinque anni. Questo è un grave problema'


Pavullo, il candidato sindaco Venturelli: 'Arriverò al ballottaggio'
Davide Venturelli è abituato a sparigliare le carte. Nato “politicamente” nel 2011 in occasione delle elezioni amministrative, entra ufficialmente in consiglio comunale nel 2013 e da lì sarà un crescendo, entrando dapprima in punta di piedi fino a diventare un protagonista attivo nella politica pavullese. Ad oggi è il secondo candidato ufficiale, che con una lista civica e indipendente andrà a sfidare il sindaco uscente Luciano Biolchini, in attesa che il Partito Democratico confermi la candidatura di Graziano Pattuzzi mentre si è fattta avanti quella di Stefano Scaruffi nell’ambito di chi si pone a sinistra dei democratici. Nel mezzo, nel 2016 un passaggio nel MoVimento 5 Stelle a sostegno del candidato di allora Fabio Catani «Al tempo non mi ritenevo pronto per candidarmi a sindaco ed ero un consigliere civico uscente. Mi confrontai con tutti gli schieramenti, sicuro di voler proseguire con la mia attività civica, e alla fine scelsi di sostenere Fabio Catani, il quale proponeva a mio avviso il progetto più interessante». Candidatura che gli fece fare l’exploit e lo fece risultare il secondo più votato in consiglio comunale con 323 preferenze «io ero partito col voler mantenere le 60 di 5 anni prima, un bel riconoscimento per il lavoro fatto in consiglio comunale».

Come nasce la candidatura a sindaco? A chi si rivolge Davide Venturelli?

«Ci sono stati incontri con entrambi gli schieramenti e dopo aver parlato con tutti, se già avevo un’idea di base, alla fine dei colloqui questa è cresciuta. Io mi ritengo un moderato, ho sempre cercato di adoperare il famoso “buon senso”. Nel 2011 ho raccolto molti consensi soprattutto nelle frazioni, mentre nel 2016 molti anche a Pavullo paese, probabilmente grazie alla mia costante attività sul territorio. Nell’ambito del volontariato ho sempre cercato di dare una mano a tutti i livelli, e allo stesso tempo per qualsiasi iniziativa non è mai stato un problema parlare con chi avesse punti di vista diversi dal mio. Ho sempre voluto fare fronte comune, soprattutto quando è stato necessario occuparsi delle problematiche e delle criticità principali del nostro Comune. I pavullesi hanno dimostrato cinque anni fa che può esistere una grande fluidità di voto, per questo io mi rivolgo direttamente e personalmente a tutti i cittadini pavullesi. A livello locale, anche se Pavullo oramai è una cittadina, gli elettori guardano ancora molto al valore delle persone più che a quello delle ideologie politiche».

Quale potrebbe essere il rapporto di un Davide Venturelli, che non ha partiti alle spalle, con la Regione?

«In questo momento l’attività principale di un sindaco verso la Regione dev’essere la capacità di tessere relazioni costruttive, e il mio essere un civico può rappresentare un punto di forza, perchè mi permetterà di muovermi a 360 gradi e di dialogare con tutti, senza vincoli di partito. Occorre avere la forza di ragionare sulla logica delle persone e con chi ha a cuore il proprio incarico istituzionale, creando rapporti di fiducia. Il mio intento sarà quello di creare legami e presentare progetti per il territorio: non sarà facile, ma è la miglior strada da percorrere, anche perchè ad oggi non abbiamo rappresentanza del territorio in Regione. In consiglio regionale il Pd non ha consiglieri del Frignano e la Lega, nonostante sia primo partito, non ha eletto alcun consigliere in montagna»

Relativamente alle questioni prevalentemente territoriali, quale dev’essere il ruolo di Pavullo nell’Unione del Frignano?

«Pavullo ha rinunciato al suo ruolo politico. Il nostro sindaco non ha portato avanti temi significativi a livello di Unione negli ultimi cinque anni. Questo è un grave problema, perchè Pavullo ha di fatto perso il suo ruolo di comune capofila, finendo per restare impotente a guardare gli altri scannarsi. Sono stati cinque anni di immobilismo in cui veramente troppe tematiche non sono state sviluppate. Può un comune delegare all’Unione dei comuni, e alla Provincia di Modena, la scelta di una infrastruttura che deve sorgere sul proprio territorio, come è avvenuto con lo studio di fattibilità sul prolungamento della Pratolino-Malandrone? Si tratta di uno snodo di una strada comunale, non di un progetto che si rivolge ad altri comuni. Questa è una rinuncia totale ad avere un ruolo decisionale. Stesso discorso per gli ambiti sanitari: Pavullo ha sacrificato tanto in nome della rete, per fare sistema con gli altri comuni dell’Unione, tuttavia i pezzi che ha perso non sono rimasti sul territorio montano, ma sono finiti in pianura e questo sempre perché è venuto a mancare il ruolo direttivo di Pavullo all'interno dell’Unione e dell’intera provincia».

A propostito delle questioni sanitarie, come si pone Davide Venturelli su ciò che riguarda l’ospedale e il punto nascite?

«A marzo ho presentato una mozione in consiglio comunale in cui esponevo le varie criticità emerse negli ultimi anni. Ho chiesto di preparare un progetto di rilancio, anche in virtù dell’arrivo di fondi europei. A oggi però non si è fatto nulla, invece a Porretta Terme e a Borgo Taro, dove ci sono amministrazioni realmente interessate alla questione, i progetti li hanno già preparati e presentati. Biolchini quando si entrava in argomento sul punto nascite o su altri temi di sanità, rispondeva sempre che si fidava dei tecnici e, più in generale, a Pavullo si è sempre delegata ogni decisione in ambito sanitario ai cosiddetti “tecnici”, che poi spesso tecnici non erano ma persone che facevano la volontà delle figure politiche del caso. Se si agisce così, a cosa serve un Sindaco? Occorre che la politica locale torni ad avere una voce forte sulle decisioni e gli indirizzi delle politiche regionali e nazionali, bisogna tornare ad avere una voce importante sul territorio. Difficilmente ci sarà mai qualche politico di Modena o Bologna che si farà carico dello sviluppo e dei problemi della montagna».

Sulla viabilità di recente è tornato il dibattito sulla pedonalizzazione del centro storico.

«Per me l’approccio sul centro storico dev’essere il seguente: non si può parlare di pedonalizzazione fino a che non si penserà a una soluzione efficace e valida di parcheggi capienti e in prossimità del centro del paese. Ci vuole un’accessibilità importante e anche il progetto attuale di fare un parcheggio su viale Marconi di fianco alle scuole medie non è così vincente. Occorre una soluzione più ravvicinata, prendendo in considerazione l’area ex-Esso, la vecchia pista di scattinaggio presso la vecchia pesa o l’attuale sede Avap (quando avverrà il trasloco presso la casa del volontariato). Prima occorre trovare una soluzione di un certo tipo a livello di parcheggi, accessibilità e decoro, poi se ne riparlerà. Allo stato attuale è prematuro.

Com’è stata la gestione del Covid-19 da parte dell’amministrazione?

«L’amministrazione ha voluto fare la parte dei primi della classe. Abbiamo proposto di trovarci a valutare soluzioni per tutta la comunità, con anche i rappresentati della scuola, della società civile, delle imprese, delle forze dell’ordine e l’Ausl, ma non se n’è mai fatto nulla. E’ mancata totalmente la condivisione, il nostro comune non ha mai preso posizione rispetto alla gestione dell’emergenza. Inoltre c'erano moltissime risorse non spese che inizialmente l'amministrazione ha accantonato in bilancio, ma che poi adesso ha finalmente deciso di usare proponendo un bando per le imprese. Quest’ultima una buona iniziativa, io e gli altri consiglieri di minoranza ne avevamo chiesto la realizzazione già a dicembre 2020».

Veniamo alla domanda forse più attesa: quante possibilità ha Davide Venturelli di diventare il prossimo sindaco di Pavullo nel Frignano?

«E’ presto per sbilanciarsi, ma il primo obiettivo sarà quello di essere uno dei due schieramenti che accederanno al ballottaggio. Sto costruendo una squadra trasversale, preparata e affidabile, perché se da un lato le elezioni si devono vincere, dall’altro occorre avere persone capaci e responsabili sulle quali poter contare per garantire una buona amministrazione in caso di vittoria. Io ci credo e sono convinto di poter dare qualcosa di più di quanto si è visto finora. Come ho sempre fatto, voglio lavorare e dedicare tutte le mie capacità al nostro territorio e alle sue persone. La nostra comunità mi ha dato tanto e io voglio riuscire a ricompensarla al meglio.»

Stefano Bonacorsi



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