Così il consigliere regionale della Lega, Michele Facci, dopo la bocciatura da parte della maggioranza Pd in assemblea legislativa, di un ordine del giorno a sua prima firma nel quale chiedeva un “intervento presso l’istituita Commissione Regionale dei Dispositivi Medici, affinché venisse adottata una differente procedura di controllo della spesa per i dispositivi medici, in linea con la richiesta di misure più stringenti sull’acquisto dei Dispositivi medici come richiesto dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti”.
Una richiesta motivata dal fatto che “Regione Emilia-Romagna – spiega Facci - ha superato il tetto di spesa per i DM di oltre 356 milioni in quattro anni, tra l’altro in periodo pre Covid, nonostante i precisi obblighi di monitoraggio e adozione di misure di contenimento della spesa sanitaria, gravanti sulle Regioni a seguito del D.L. 6.7.2011 numero 981 (convertito dalla L. 111/2011), che aveva introdotto misure di razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi in ambito sanitario”.
Nel suo ordine del giorno Facci chiedeva anche di sostenere “la richiesta di proroga avanzata dalle associazioni di categoria e da varie forze politiche, in ordine alla prevista scadenza di pagamento in favore delle Regioni ed a carico delle Aziende, per la compartecipazione alla spesa sanitaria regionale per l’acquisto dei Dispositivi medici, il cosidetto payback, oggi stabilita dal comma 9, art. 9-ter (“Razionalizzazione della spesa per beni e servizi, dispositivi medici e farmaci”) del D.L. 78/2015” e di “costituire in via di urgenza un tavolo di confronto in sede regionale per l’eventuale adozione di misure di salvaguardia per le Aziende coinvolte”.



