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Pd, i renziani: 'No a tradizioni del passato e no a LeU'

Pd, i renziani: 'No a tradizioni del passato e no a LeU'

'La nostalgia di stagioni passate non è una porta per il futuro, ed anche l'auspicio di ricomposizioni ha poco senso'


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Non eè l'atto di nascita di un nuovo gruppo in Regione, ma 11 democratici già schierati con Matteo Renzi in diverse province dell'Emilia-Romagna hanno firmato un documento per invitare il partito a non abbandonare il sentiero tracciato dall'ex segretario. Tra questi in prima fila il modenese Giuseppe Boschini.
'Dobbiamo guardare avanti e non indietro', avvisa Boschini insieme ai colleghi Alessandro Cardinali, Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi, Lia Montalti e Paolo Zoffoli, Giuseppe Paruolo, Giorgio Pruccoli, Manuela Rontini, Ottavia Soncini e Marcella Zappaterra.
'La netta sconfitta elettorale impone al nostro partito una seria riflessione', si legge nel documento, diffuso nel giorno della direzione nazionale Pd sul dopo-voto.
'E' vero che i nostri governi hanno consentito all'Italia un netto miglioramento di tutti gli indicatori economici e il varo di riforme importanti, come è vero che abbiamo fatto degli errori e mancato alcuni obiettivi cruciali come la riforma costituzionale', scrivono i consiglieri regionali. Ma 'accanto a queste consapevolezze, auspichiamo fin d'ora un dibattito sul merito politico delle questioni, e capace di evitare facili scappatoie e tentazioni pericolose.
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Invitiamo quindi a guardare al di là dei problemi della comunicazione e dei social, delle analisi sulla evidente disponibilità del corpo elettorale a cambiare il proprio voto o sul divario fra apparenza e realtà; a non focalizzare il dibattito solo sulle alchimie delle alleanze, sulla ricerca di risposte in un generico civismo, sugli appelli al recupero del radicamento territoriale, nei richiami all'unita' della sinistra'. 

'Soprattutto- si legge nel documento dei renziani- mettiamo in guardia dalla tentazione di un ritorno al passato, che vediamo emergere e che riteniamo sbagliata e pericolosa. Non c'è una tradizione rassicurante su cui ripiegare, la nostalgia di stagioni passate non è una porta per il futuro, ed anche l'auspicio di ricomposizioni ha poco senso se non nella condivisione di una chiara prospettiva politica'. Una risposta a quanti ritengano che occorra ripartire da una 'pace' con gli scissionisti di Liberi e Uguali.
'La nostra sconfitta- affermano infatti gli 11 consiglieri- non è dovuta al fatto che ci siamo spinti troppo oltre sulla strada di un nuovo riformismo, ma piuttosto dipende dal non esserci riusciti fino in fondo. Oppure da obiettivi dichiarati cui non siamo riusciti a far corrispondere una realizzazione all'altezza delle attese ed un'adeguata efficacia nell'incidere sulla realta''. 'Noi siamo convinti che il futuro del Pd vada cercato nella capacità di essere (e di essere percepiti come) un potente fattore di cambiamento e di innovazione.
Quindi non dobbiamo tornare indietro, ma andare avanti con coraggio. Vale a livello nazionale, e non solo'.
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