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Pedonalizzazione del centro di Modena: un sì trasversale

Pedonalizzazione del centro di Modena: un sì trasversale

Solo la Lega si astiene: 'La pedonalizzazione proposta si tradurrebbe in una chiusura quasi totale del centro: si rischia lo svuotamento'


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Continuare la sperimentazione della pedonalizzazione domenicale di piazzale Sant’Agostino, nella prospettiva di arrivare a eliminare completamente i parcheggi, e sperimentare la pedonalizzazione nei fine settimana di via Emilia centro, tra largo Aldo Moro e largo Garibaldi; studiare una sperimentazione anche per pedonalizzare via Farini e via San Carlo, già per le prossime festività natalizie, e nel corso del 2020 per la ventina di strade e piazze indicate nel Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums).

Sono alcuni dei principali contenuti della mozione approvata ieri dal Consiglio comunale di Modena che sottolinea anche come queste iniziative di progressiva pedonalizzazione del centro storico debbano essere accompagnate da un percorso partecipato di confronto con i residenti e gli operatori allo scopo “di introdurre soluzioni condivise e sostenibili per chi vive e lavora in centro”.

Il documento approvato è nato da un’iniziativa del Movimento 5 Stelle la cui proposta è stata modificata in accordo con i gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Verdi e Modena solidale) per arrivare a una mozione condivisa che, presentata dal capogruppo di M5s Giovanni Silingardi, ha ottenuto anche il voto favorevole di Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia, mentre il gruppo Lega Modena si è astenuto.

Tra gli impegni indicati nella

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mozione anche uno studio di fattibilità sull’estensione della Ztl a viale Martiri della Libertà e via delle Rimembranze, prevedendo in prospettiva una eventuale loro pedonalizzazione; la realizzazione di un numero adeguato di depositi protetti per le biciclette nell’area del centro storico, opportunamente dimensionati; la realizzazione di un efficace servizio di bike sharing e di noleggio di dispositivi per la micromobilità elettrica, una volta che ne sarà consentito l’utilizzo, con postazioni posizionate nei punti di interscambio modale del trasporto pubblico (Stazione Ferrovie dello Stato, fermate del servizio di trasporto su rotaia Modena – Sassuolo, Autostazione), nonché sui viali in prossimità del centro storico; la presentazione in commissione consiliare, entro luglio 2020, dell’esito degli studi di fattibilità di questi progetti e dei risultati delle sperimentazione avviate nel frattempo.

Le strade e le piazze per le quali nel Pums si prevede la pedonalizzazione nel corso del 2020, con modalità da definire situazione per situazione con il confronto con residenti e operatori, sono via Gallucci, vicolo Tornei, via Masone, via Santa Maria delle Assi, via San Giacomo, via Leodoino Vescovo, piazzale degli Erri, via Badia, via Sant’Eufemia (Ovest), via Selmi, piazzetta Servi, piazzale Torti, via Sgarzeria, piazzale Boschetti, via Fosse, via del Carmine, via

Santa Margherita (tra via del Teatro e via San Vincenzo), via Cesare Battisti (tra via Taglio e via Emilia), via Fonteraso (tra via Campanella e via Farini), via Modonella (tra Fonteraso e piazza Roma).

La Lega

'Il tema della pedonalizzazione del centro storico, avanzato in consiglio comunale dal M5S, lo riteniamo importante e condivisibile in quanto prova a migliorare, da una parte, la vivibilità stessa del centro cittadino e, dall’altra parte, la mobilità dell’area in questione e dell’intera città' - afferma il consigliere della Lega Alberto Bosi motivando la astensione.

'A nostro avviso, però, è fondamentale che questo processo avvenga con il forte coinvolgimento degli attori del centro storico e cioè residenti ed imprenditori. Il rischio che vediamo, infatti, è che i tempi della proposta siano troppo ristretti e questo comporterebbe un costo umano e lavorativo troppo gravoso per i residenti. Occorre, inoltre, tenere presente che la maggior parte delle strade del centro storico sono a senso unico in quanto troppo strette. È evidente, quindi, che la pedonalizzazione proposta si tradurrebbe in una chiusura quasi totale del centro poiché in tutta l’area tra via Emilia e via Taglio, come anche in quella a est di Corso Canalchiaro, verrebbero a mancare tanto le vie di accesso quanto quelle di uscita.

Riteniamo, infine, che il tema complesso del centro storico debba essere analizzato e studiato con uno sguardo più amplio tenendo, quindi, in considerazione gli aspetti demografici, economici, produttivi, urbanistici e di mobilità della città intera - chiude Bosi -. Se questo venisse a mancare probabilmente assisteremmo ad un progressivo trasferimento dei residenti del centro storico verso altri quartieri della città più facilmente vivibili con un conseguente impoverimento del centro storico e, quindi, della città intera'.

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