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Per Me Modena in maggioranza, scelta sbagliata nei tempi, nel metodo e nel merito

Per Me Modena in maggioranza, scelta sbagliata nei tempi, nel metodo e nel merito

L'amarezza di Giovanni Finali (fondatore della lista della Querz?) di fronte alla scelta di Campana e Chincarini di fondersi con Articolo 1: 'Qui si parla di una scelta compiuta in piena estate, a Consiglio comunale chiuso per ferie, nell'ambito di una manifestazione di un'altra formazione politica. In un periodo dell'anno che, come tutti gli addetti ai lavori sanno più che bene, è riservato per disonorevole prassi alle decisioni e scelte da far passare inosservate, nella disattenzione dei più, presi da esigenze di riposo'


13 minuti di lettura

Non mi legga chi crede che il dibattito politico si faccia a ritmo di slogan e nella limitatezza dei 144 caratteri di twitter. Non mi legga chi pensa che nell’esporre le riflessioni e le motivazioni a sostegno delle proprie idee, quest’ultime non necessitino di essere adeguatamente argomentate con puntualità e con una (perlomeno tentata) esaustività, tale da privarle dal rischio di possibili  fraintendimenti. Certo che sarebbe necessario anche riuscire a concentrare brevemente le proprie tesi; ma, purtroppo, chi come me non possiede il dono della sintesi, é meglio che corra il rischio della prolissità che non quello della confusione. Percìó saró lungo. Non mi legga, pertanto, chi non ha né il tempo né la pazienza nel leggere ciò che io con tempo e pazienza ho scritto. E amici come prima.

Se  ho deciso di mettermi alla tastiera anche senza vincolarmi ad una prudenziale attesa per potermi fare un’idea più definita e comprendere meglio i dettagli di ‘questa cosa” che mi pare giungere come un fulmine a ciel sereno, non é soltanto per assecondare gli inviti ad esporre e  motivare una mia posizione pubblica, con un pungolo che mi é giunto da parte di quanti, forse poiché informati del ruolo che a
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suo tempo ho avuto nella nascita del progetto politico che ha dato vita alla lista Per me Modena, mi hanno esortato nelle ultime ore.

Di coloro, detto per essere ‘chiaro’ una volta per tutte, cui é noto che la lista Per me Modena é il frutto di un progetto politico nato del 2012, a partire da una mia sollecitazione ad un gruppo di amici ed ex-colleghi dei quali mi era noto il desiderio di avviare una riflessione su un possibile “da farsi politico” futuro, perchè stanchi e delusi da un insoddisfacente status quo e per vedere se poteva essere il caso di impegnarsi (e, per non usare le mie, prendo in prestito le parole sintetiche usate in un suo commento fb sul tema, da parte dell’amico Enrico Monaco) “per rappresentare quei Cittadini tendenzialmente di sinistra delusi ed estremamente critici verso le politiche pluridecennali del Partito Democratico e del centro-sinistra modenese”, approfondendo l’analisi ed eventualmente costituendo una lista elettorale che avrebbe dato voce a quel laboratorio politico di idee, progetti e proposte cui si stava dando vita. A questo scopo, per molti mesi ho affittato a mie spese la sala riunioni Windsor, ho convocato decine di incontri, invitando molti interlocutori.
Mi sono fatto carico di coordinarne i lavori e di stendere a nome di tutti la loro sintesi progettuale
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Quando il gruppo ha valutato l’opportunità di creare una lista per partecipare alle elezioni del 2014, ho proposto al gruppo, che l’ha condivisa, l’opportunità di proporre ad Adriana Querzé di essere la nostra candidata Sindaco. Io stesso ho presentato a quest’ultima la proposta, non senza incontrare qualche sua iniziale perplessità, risoltasi però in breve. Ho dato vita ad un’Associazione finalizzata al sostegno della candidatura, che ho presieduto, così come ho fatto per il Comitato Elettorale e ho assunto la responsabilità della campagna elettorale e di mandatario del suo materiale pubblicitario. Ho trovato la sede del Comitato in via Castellaro ed ho firmato a mio nome il contratto d’affitto. Ho finanziato di tasca mia, ovviamente con la consapevolezza che si trattava di un investimento a fondo perduto, la campagna elettorale per quasi la metà delle spese.

La principale ragione di tutte queste assunzioni di responsabilità, che, non lo nego, possono anche aver gratificato il mio amor proprio e che, parimenti, possono essere state anche la diretta conseguenza dei miei limiti di accentratore, è stata di aver ritenuto oltremodo utile ‘liberare’ i compagni d’avventura
(pressoché tutti neofiti di questo tipo d’esperienza) dalla preoccupazione di doversi occupare di una pluralità di incombenze e di compiti che avrebbe potuto sottrarre loro il tempo e le energie per occuparsi in maniera totale dei compiti prioritari, nel diffondere le ragioni e le idee della lista, di avviare i confronti con le componenti della realtà modenese e di avviare la stesura vera e propria dell’impegnativo programma elettorale, che sarebbe dovuto essere elaborato (com’é stato) attraverso molti incontri pubblici tematici. Fra l’altro, l’assunzione di tali e tante responsabilità da parte di un singolo, se normalmente potrebbe essere problematica, in questo caso era stata ritenuta congeniale poichè attribuite ad un componente del gruppo che, pur non rinunciando al suo ruolo di “uno fra i tanti”, aveva dichiarato fin da subito e senza tema di fraintendimenti di non essere nelle condizioni di desiderare, né tanto meno di poter esercitare (per limiti anagrafici e di salute) alcun futuro ruolo di rappresentanza, ne tanto meno di “governo” della lista stessa.

Di tutto ció, oggi, dopo quest’ulteriore ‘passo’ che va ad aggiungersi a diversi altri che sono stati occasione e ragione di mie perplessità, ancor più mi dispiaccio… ma pensarlo e dirlo  serve solo a parziale, molto parziale mia consolazione e non mi nascondo che l’aver citato tutte queste circostanze risulta essere un elemento che può toccare ed avere a che fare solo con la mia soggettività e la mia sensibilità.

Mi serve farlo ed averlo fatto qui ed adesso, comunque, per far intendere a chi mi leggerà che non affronto un argomento che mi é sconosciuto e che la determinazione che impiego per assumere una valutazione netta non é frutto di semplice improvvisazione del momento.

IL COMMENTO

Per quanto é di mia conoscenza a seguito di articoli giornalistici, nonché sulla base di alcuni commenti fb che ho potuto leggere di Memi Campana, ho inteso che i due Consiglieri di Per Me Modena hanno dato la loro adesione al gruppo comunale Art.1 MDP, fatte salvi alcuni dettagli di nome e di forma, ma non di oggettiva sostanza.

A mio avviso di tratta di una decisione “sbagliata”, miope di prospettiva. E, sempre a mio avviso, é infinitamente insufficiente a motivarla, ma neppure a tentare di giustificarla, la considerazione che Campana porta alla nostra attenzione, che siamo di fronte al fatto che “i fascisti alzano la testa” e che, di conseguenza, é necessario “unire le forze della sinistra”. A Memi Campana mi lega un’amicizia pluridecennale e la comune certezza che la nostra relazione amicale e di reciproca stima non cambierá per disaccordi politici: siamo entrambi di quel tipo di persone che ne ha viste e fatte una più di Bertoldo.

Con questa consapevolezza mi sento di dirgli che ha commesso un errore. Per dare una motivazione alla scelta compiuta, non credo che basti scimmiottare il Bersani (che io stimo moltissimo) del “attenti a quella quella destra lì” ripetuto a piè sospinto, come sono convinto che non basti avere come punto di riferimento, per determinare il proprio agire e futuro politici, il Renzi sfascia-sinistra ed i rischi che ci fa correre. Mi proverò a motivare la ragioni dell’errore e quelli della miopia prospettica. Credo che, per i primi, ve ne siano, in ordine valorialmente decrescente, di metodo, di merito, di tempi e di comunicazione. Parto dagli ultimi.

La comunicazione: Mi chiedo come possa essere possibile che una scelta che, se non ribaltare completamente, quanto meno sposta di molto l’impostazione generale della lista (per intenderci: da forza di opposizione a maggioranza… tertium non datur) venga portata alla pubblica conoscenza da ‘altri’ che non dai diretti interessati. Come se si trattasse dell’adesione o meno ad uno delle centinaia di ordini del giorno da discutere nella noia del Consiglio comunale.

Nessun comunicato stampa, nessun accenno sul sito web e sulla pagina fb della lista, niente di niente, in un silenzio assordante, da parte dei responsabili diretti. Nessun accenno alla scelta e tanto meno alle ragioni che l’hanno supportata. Non cesso di chiedermi come sia stato possibile anche solo credere che fosse giusto ed opportuno, politicamente accettabile che sostenitori, i simpatizzanti, gli stessi elettori potessero venire a sapere la notizia rintracciandola a seguito di comunicazioni del tutto improprie. Non va bene, decisamente non va bene.

I tempi: più a lungo, interfacciandosi queste considerazioni con altri aspetti più significativi, faró seguire a queste altre osservazioni di merito, limitandomi, qui, ad alcune osservazioni. Qui si parla di una scelta compiuta in piena estate, a Consiglio comunale chiuso per ferie, nell’ambito di una manifestazione di un’altra formazione politica. In un periodo dell’anno che, come tutti gli addetti ai lavori sanno più che bene, é riservato per disonorevole prassi alle decisioni e scelte da far passare inosservate, nella disattenzione dei più, presi da esigenze di riposo.

Ed in più, In un momento che più che di scelte e decisioni definitive richiederebbe tempi (e spazi) di riflessione, In una fase politica che vede la necessità di molti chiarimenti (principalmente nel seno di Art.1 MDP)  che toccano la sfera nazionale (dov’é all’opposizione) ed anche quella locale (dov’é con la maggioranza…. pur essendo,Governo ed Amministrazione del medesimo partito), che tuttora sono al di là da venire. In un periodo ‘storico’ che vede, per la prima volta da molti anni a questa parte, l’affermarsi di una coscienza diffusa, fra molte forze della sinistra, della necessità di condivisione e di unità per un comune agire politico, che, più che un improbabile riemergere del fascismo, deve (dovrebbe) contrastare le attuali politiche di un centro sinistra sempre più orientato a destra, disattento, per non dir peggio, ai temi del lavoro e della salvaguardia del welfare, alla tutela dell’ambiente vissuta nella realtà dei fatti e non come un inutile mantra. All’interno di un contesto che più che fughe in avanti da parte di qualcuno, richiederebbe un intensa opera di confronto allo scopo di condividere strategie unitarie fra le diverse componenti di una sinistra che deve trovare, insieme e nello stesso momento, la sintesi necessaria per produrre efficacia ed efficienza. Non va bene che una formazione, qual’è Per Me Modena, attui una scelta ‘solitaria’ proprio nel momento in cui potrebbe ed avrebbe dovuto giocare un ruolo rilevante nel far progredire i necessari processi unitari. Mi chiedo con quale credibilità politica potranno porsi, d’ora in poi, i Consiglieri di quella lista, nel sostenere un comune percorso politico, dal momento che hanno deciso di anticiparlo, privi di una condivisione precedente. E poi, mi chiedo come potrà essere possibile ‘pretendere’ di interpretare il ruolo di interlocutori attendibili, dal momento che hanno scelto di delegare ad altri (ad esempio il capogruppo Trande) la rappresentatività della loro linea, che non é più “solo” loro.

Il metodo: la faccio breve, tant’è l’evidenza del vulnus messo in atto. Una lista che é nata per essere l’espressione concreta del (almeno) tentativo di attuare forme di partecipazione diretta e plurale dei Cittadini … in buona sintesi, di democrazia partecipativa … vede che i suoi rappresentanti adottano una decisione di tal significato in totale assenza di un confronto con chi (tanti o pochi che siano) sono rimasti attivi nel sostenerla. Si creda che anche per chi, come me, é lontano dal pensare che questa scelta sia stata motivata da interessi personali di piccolo cabotaggio, risulta molto difficile essere portato a credere che sia giustificabile l’aver evitato ogni tipo di confronto. Proprio in virtù dei presupposti teorici che ne avevano motivato la nascita e che, pur avendo trovato interpreti non sempre all’altezza dell’ambizione progettuale, si sarebbe dovuto cercare di conservare come il patrimonio politico più prezioso.

Il merito: mentirei se negassi che l’idea prospettica di questa lista per trovare una collocazione politica diversa da quella originale di essersi costituita come componente ‘civica’ é stata presente nelle mie riflessioni, nonché oggetto di molti colloqui informali e non (anche) con Campana e Chincarini. Anche recentemente, all’interno dei miei testi sul “futuro delle liste civiche a Modena” che La Pressa ha avuto la cortesia di pubblicare, ho cercato di motivare questa prospettiva, a partire dallo stesso dato di fatto che, in tutta Italia, le liste civiche, in quanto tali, non hanno mai avuto una vita più lunga di una consigliatura. Ció detto, per ribadire che la scelta di promuovere ed aderire a processi unitari delle forze della sinistra che attualmente si connotano in raggruppamenti diversi (Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Socialisti etc. scusandomi con chi dimentico di citare) ha rappresentato un orientamento prospettico che ho largamente condiviso, nonché, nel limite delle mie  possibilità, anche perseguito. Ma tutto ció nel pieno convincimento dell’opportunità, se non necessità, di non dover forzare i tempi, di evitare fughe in avanti … che, tradotto in azioni, significava di attuare unitariamente ogni processo di avvicinamento, di adesione ed anche di ‘fusione’. I Consiglieri di Per Me Modena hanno indiscutibilmente attuato una scelta che non si é attenuta a quei principi. Hanno condizionato, e non poco, la loro credibilità nel proseguire a sostenere la necessità di addivenire a scelte il più condivise ed unitarie possibili.

Venendo alle conseguenze concrete, secondarie alle questioni più di fondo, ma non per questo trascurabili: la Riunione dei Capigruppo perde una voce (non credo che sarebbe possibile fare eccezioni). Riprenderà la tiritera delle rappresentanze dei gruppi all’interno delle Commissioni consiliari. Verranno riconteggiati i contributi economici ai Gruppi e la disponibilità delle loro sedi comunali. Ammesso (e non concesso) che il neo-nato Gruppo non voglia assumere le caratteristiche di un gruppo misto, al cui interno è data per scontata (e politicamente legittima) la presenza di posizioni diverse ed anche opposte fra i suoi membri, i suoi Consiglieri esprimeranno unitarietà delle posizioni e del conseguente voto, deciso dalla loro maggioranza interna. Quindi, come cercai di argomentare a suo tempo, all’atto della creazione del gruppo Art.1 MDP fra alcuni ex-PD e Sel, (che comunque ho personalmente salutato con interesse e piacere ed interpretato come un primo ed iniziale, seppure ancor molto prudente passo per l’avvio di un percorso di sinistra vera) non avendo quest’ultimo deciso di cessare di appoggiare più la maggioranza (il ché avrebbe dovuto comportare le dimissioni -per lui inaccettabili- dell’Assessore Bosi dalla Giunta) il gruppo é rimasto inquadrabile a pieno titolo nella maggioranza e, di conseguenza, ció crea un oggettivo vincolo ai suoi membri ed a chiunque a tale gruppo aderisce.

P.s. mentre scrivo queste amare considerazioni, mi raggiungono ed io stesso rintraccio alcune interpretazioni dell’accaduto che da un lato tendono a ridimensionare un’adesione che (pare) potrebbe essere “limitata” e da un altro pare aprono spazi per una valutazione più “possibilista” e meno definitiva di quanto é inizialmente sembrato. Parimenti, leggo espressioni della volontà di perseguire (nonostante tutto) quel processo di collaborazione, di unitarietà, di condivisioni tematiche, di creazione di una realtà politica che, senza ambiguità, si ponga in una chiara prospettiva di sinistra al prossimo voto elettorale del 2019.

Bene, nel dubbio, ho voglia di poterlo sperare. Ma sono necessari pronunciamenti chiari, inequivocabili da parte dei diretti interessati.

Mi viene sempre più spesso da concordare con l’affermazione biblica che “c’é un tempo per tutte le cose” e che comporta come corollario che le stesse cose, se fatte in tempi giusti sono giuste, se nei tempi sbagliati, sono sbagliate. Marco Cugusi mi richiama al fatto (verissimo) di avere io stesso, in tempi e modi diversi, suggerito ed operato perché si potessero raggiungere condivisioni fra i diversi Consiglieri. Gli ricordo che l’ho sempre fatto limitando, se così si vuol pensare, a “condivisioni tematiche”, di accordi su singoli argomenti …. anche di prospettiva politica, ma senza dimenticare di tener presente che si sarebbe dovuto trattare di una questione più complessa dell’adesione o meno di qualche Consigliere ad un Gruppo. Un processo assai più complesso ed impegnativo, da svolgere anche (forse principalmente) al di fuori dell’Aula consigliare, fra le persone ed i gruppi. Un processo che non é certo giunto alla necessaria maturazione, contrariamente a quanto afferma Campana. Tale circostanza, del resto, sta apparendo oggettivamente testimoniata dai molti commenti critici, che vengono espressi dai tanti interlocutori di quel processo, che su fb (ed altrove) non si sono sottratti a commentare. Lo testimoniano anche le prese di posizione, avverse alla scelta attuata, di alcuni sostenitori della stessa lista; ai quali, però, non evito di “rimproverare” di non essere stati capaci, di non aver saputo, di non aver voluto, di non aver voluto essere aiutati … scelgano loro la lettura del loro precedente comportamento … insomma, di non avere messo in atto quella serie di definizioni dell’assetto organizzativo alla lista che, chiarendo meglio i ruoli, i compiti e le responsabilità etc, se non scongiurare del tutto, avrebbero comunque contribuito ad evitare che i suoi Consiglieri si trovassero nella condizione di essere esclusivamente auto-referenziati. Per parte mia, relativamente al favorire quel processo di ricerca di unità, cui ho sempre creduto, non mi tirerò da parte, nei limiti oggettivi delle mie possibilità.

Per il resto… vedremo

Giovanni Finali

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