Sigfrido Ranucci, volto del programma, sulla sua pagina Facebook parla anche di una perquisizione nella redazione di Report e nella sua abitazione. “Il motivo – scrive Ranucci – sarebbe quello di sequestrare atti riguardanti l’inchiesta di ieri sera sulla strage di Capaci, nella quale si evidenziava la presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di avanguardia nazionale, sul luogo dell’attentato di Capaci. Gli investigatori – ancora Ranucci – cercano atti e testimonianze anche su telefonini e pc”.
Nella puntata andata in onda ieri sera, Report ha intervistato l’ex brigadiere dei carabinieri Walter Giustini sui verbali del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero riguardanti la preparazione della strage di Capaci e il ruolo di Salvatore Biondino, che avrebbe accompagnato Totò Riina in alcune riunioni nella proprietà del boss mariano Tullio Troia. Giustini nell’intervista rivela di avere informato i suoi superiori delle rivelazioni di Lo Cicero “prima delle stragi del 1992”, mentre il ‘capo dei capi’ verrà arrestato soltanto il 15 gennaio del 1993. “Tali dichiarazioni sono totalmente smentite dagli atti acquisiti da questa Procura sia presso gli archivi dei carabinieri, sia nell’ambito del relativo procedimento penale della Procura di Palermo – afferma il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca –. Il riscontro negativo emerge dalle trascrizioni delle intercettazioni ambientali fatte nei confronti del Lo Cicero, prima della sua collaborazione, nonché da tutti i verbali di sommarie informazioni e di interrogatorio dallo stesso resi prima dei su indicati eventi”. In particolare, nel corso delle sommarie informazioni del 25 agosto 1992, Lo Cicero “dichiara di aver riscontrato delle anomalie nel comportamento di alcuni uomini d’onore poco prima della strage di Capaci – ricostruisce il procuratore di Caltanissetta -, pensando però che volessero organizzare qualcosa per ucciderlo (Lo Cicero era già stato vittima di un tentato omicidio nel dicembre del 1992), concludendo ‘mai avrei pensato quello che poi è avvenuto’ (la strage di Capaci, ndr)”.
In merito al ruolo di Salvatore Biondino, invece, il procuratore di Caltanissetta spiega: “Lo Cicero ha affermato, sia nel corso delle discussioni intercettate che nell’ambito degli interrogatori antecedenti alla
In merito alla perquisizione eseguita dagli uomini della Direzione investigativa antimafia nell’abitazione del giornalista Paolo Mondani, all’indomani della puntata di Report sulla strage di Capaci del 23 maggio 1992, il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha precisato con una nota che questa mira a “verificare la genuinità delle fonti”. Mondani quindi non è indagato.



