Il Piano non è ancora stato diffuso dall'azienda e tantomeno dal Comune di Modena, ma quello che è trapelato non è stato smentito. Il 25 febbraio il documento verrà presentato dalla azienda ai sindacati (che teoricamente, salvo rapporti amicali con qualche amministratore, non dovrebbero averlo visto) e così, date queste premesse, la Filt Cgil di Modena interviene innanzitutto per censurare le indiscrezioni.
'Ci stupiscono queste indiscrezioni – afferma Alfonso De Gregorio della Filt Cgil - visto che i soci pubblici a conoscenza del Piano di rilancio erano vincolati alla non divulgazione, mentre le parti sociali sono state convocate dai vertici Seta il prossimo 25 febbraio per la presentazione del Piano. Le fughe in avanti non aiutano in questa fase delicata la discussione e il confronto per dare risposte ai lavoratori di Seta”.
La Filt Cgil ribadisce poi 'che se sono fondate le anticipazioni, la mancanza di risorse fa sì che non ci sia un vero piano di rilancio e soprattutto che non ci sia attrattività verso il lavoro in Seta, sia nelle mansioni di autista che nelle altre. Ma le risorse per Seta chi deve metterle? I corrispettivi regionali trasferiti a Modena sono storicamente inferiori a quelli delle altre provincie emiliano-romagnole, e questo disequilibrio non permette né di risolvere il problema delle turnazioni disagiate per gli autisti, né di dare risposte economiche allo stesso personale, visto che mediamente un autista guadagna circa 1.400 euro
La Filt Cgil chiede agli Enti Locali modenesi e alla Regione Emilia Romagna che si intervenga rapidamente a risolvere lo storico problema di sottofinanziamento del trasporto pubblico locale anche in vista delle gare di assegnazione del servizio a partire dal 2027. 'Siamo fortemente preoccupati – conclude il dirigente sindacale - che dietro questo sottofinanziamento del trasporto pubblico locale, possano esserci ripercussioni su Seta con l’idea di svendere Seta a grossi competitor europei'.


