‘Degrado urbano e criminalità – prosegue Platis – sono due facce della stessa medaglia. La situazione in città è palesemente peggiorata, tanto da riportare più volte Modena all’attenzione della cronaca nazionale. L’errore originario è stato affidare la delega alla sicurezza al Prefetto in carica. Una scelta anomala, anche dal punto di vista formale, corretta successivamente alla nostra levata di scudi, posticipando la nomina in giunta di Camporota a metà agosto 2024. Un ingresso annunciato dal sindaco Mezzetti come l’inizio di una fase di ‘politiche innovative’. Ma oggi, a distanza di mesi, ci chiediamo: cosa è davvero cambiato?’
‘A Modena – attacca Platis – si è consolidata una gestione ambigua, che lascia irrisolte le criticità. I minori stranieri non accompagnati, ad esempio, vengono trasferiti spesso da un centro all’altro senza una reale presa in carico, mentre i servizi di salute mentale dell’Ausl appaiono come un rifugio di emergenza per tutte le criticità. Eclatante il caso di Magreta, dove l’autore dell’aggressione e della tenta violenza è stato trattato come un minore straniero non accompagnato nonostante fosse nota la presenza dei suoi familiari in città. Un paradosso che denuncia l’inefficienza del sistema e la scelta di certe autorità di girarsi dall’altra parte. Fino a quando non si avrà il coraggio di superare questo buonismo ipocrita – conclude l'azzurro Platis – i problemi resteranno irrisolti. Possiamo presidiare ogni angolo della città, ma senza un cambiamento culturale vero e un modello di integrazione nuovo non ci saranno risultati. A chi fugge da guerre e persecuzioni va data accoglienza e un’opportunità, ma chi non rispetta le regole deve essere messo davanti alle proprie responsabilità. Questa è la linea che dovrebbero tenere anche le amministrazioni locali’.

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