I fornelli delle Cucine popolari di Bologna non sono mai stati così accesi: dall'avvio della fase 2 in poi, la mensa che offre pasti alle persone più in difficoltà sotto le Due Torri, è passata da cucinarne una media di 250 al giorno a ben 400, con una richiesta aumentata circa dell'80%. A snocciolare i numeri è l'ideatore della mensa di solidarietà in via Battiferro, Roberto Morgantini (nella foto), spiegando che gli utenti, a seguito dell'emergenza coronavirus, non solo sono aumentati ma anche cambiati. 'Arrivano persone che non avevamo mai visto prima, persone che prima avevano un lavoro e adesso non ce l'hanno più, soprattutto precari o chi viveva di lavori e progetti saltuari. Ma arrivano anche intere famiglie'.
Ieri, ad esempio, in occasione della Festa della Repubblica 'abbiamo avuto una vera e propria folla di richieste per il cibo a mezzogiorno, oltre 420 persone sono arrivate. Questo perchè, soprattutto nei momenti di festa, c'è bisogno di avere dei riferimenti e una garanzia sotto i piedi e anche 'nella testa, perchè questi giorni mettono sempre tristezza a chi è più solo', spiega Morgantini, anticipando che, considerati i numeri la mensa sta valutando di aprire cinque giorni su sette e non solo quattro.
Povertà in Regione, utenti delle Cucine popolari aumentati dell'80%
Dall'avvio della fase 2 in poi, la mensa che offre pasti alle persone più in difficoltà sotto le Due Torri, è passata da cucinarne una media di 250 a 400
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