'Quanto accaduto nella notte di martedì in piazza Verdi ai danni di un collega della Polizia Locale suscita profonda solidarietà e, al tempo stesso, riaccende una preoccupazione che avevamo già espresso in tempi non sospetti: la sicurezza degli operatori della Polizia Locale di Bologna è a rischio e presenta ormai diverse criticità. Non si tratta soltanto di una questione di dotazioni. Strumenti come le bodycam, da tempo annunciati, tardano ancora a entrare pienamente in funzione. A questo si aggiunge la scelta dell’Amministrazione di dotare gli agenti del BolaWrap, dispositivo ancora in fase di sperimentazione, anziché del Taser, strumento già ampiamente utilizzato e sperimentato da anni sia dalle forze di polizia statali sia da diverse Polizie Locali italiane'. Così Andrea Sacchetti, dirigente Sulpl Bologna, dopo l'aggressione con una testata subita da un agente.
'Ma il problema principale, a nostro avviso, resta quello del personale. Negli anni non è stato programmato un adeguato incremento dell’organico della Polizia Locale, che oggi conta circa 550 agenti ed è destinato, in assenza di nuove assunzioni, a diminuire ulteriormente. Un confronto appare significativo: a Firenze gli agenti della Polizia Municipale sono circa 850, prima ancora degli effetti del nuovo concorso.
La sicurezza, dunque, non può diventare un tema da sbandierare soltanto quando si denuncia la carenza di personale della Polizia di Stato e si punta il dito contro il Governo. La sicurezza dei cittadini e degli operatori è una responsabilità che deve essere affrontata a tutti i livelli istituzionali, a partire dall’amministrazione comunale. Il dato più preoccupante riguarda proprio il servizio notturno. Per carenza di personale, a Bologna le pattuglie della Polizia Locale impegnate di notte sono appena due, per un massimo di circa sei agenti complessivi. Gli stessi operatori devono inoltre garantire, con priorità, gli interventi per gli incidenti stradali. La domanda che poniamo al sindaco Matteo Lepore è quindi semplice: con la movida e l’elevata concentrazione di persone nella zona universitaria, come si può parlare concretamente di sicurezza degli operatori e dei cittadini se le risorse disponibili per il controllo del territorio sono così limitate? L’aggressione di piazza Verdi non dovrebbe essere considerata un episodio isolato. Dovrebbe invece rappresentare l’occasione per affrontare con urgenza il tema della sicurezza degli agenti della Polizia Locale, attraverso un organico adeguato, strumenti realmente efficaci e una programmazione capace di garantire una presenza sul territorio proporzionata alle esigenze di una città come Bologna.


