'Ci siamo battuti insieme in questa pandemia per salvare la cultura. Ci siamo battuti per la sopravvivenza di circoli e associazioni, dei luoghi di cultura e socialità, spazi aperti e accoglienti che danno lavoro a tante persone e sono ossigeno alla nostra comunità', scrive Lepore. 'Come assessore alla Cultura in questo anno ho messo in campo oltre due milioni di euro straordinari per aiutare le associazioni nell'emergenza Covid', ricorda il dem. 'Tra queste realtà ci sono oltre 130 circoli Arci in tutta l'area metropolitana. Porte chiuse - sottolinea Lepore - dall'Appennino alla pianura, da un quartiere all'altro, a causa della pandemia. Non possiamo restare indifferenti'. Lepore, dunque, invita i suoi lettori Facebook ad aderire all'iniziativa delle Sardine e aggiunge: 'Ci vediamo sabato in piazza, come l'anno scorso'. E sulla pagina dell'assessore, pronto il 'grazie' di Mattia Santori (che, tra l'altro, già da qualche tempo ha esplicitato il suo sostegno per Lepore). 'L'idea delle 6000 piantine - ricorda Santori - nacque nel pieno del primo lockdown per sostituire i mancati introiti del turismo. E' l'esempio di come istituzioni, cittadini e associazioni possono collaborare, ciascuno col proprio ruolo ma con una visione comune. Bologna è questa roba qua. Diciamolo ancora una volta'.
Intanto l'avversaria di Lepore, Isabella Conti, lo attacca frontalmente e parla di 'un avversario senza spina dorsale e senza la necessaria autonomia per fare il sindaco di Bologna'. La sindaca di San Lazzaro ne parla nella lunga intervista concessa al Quindici, periodico del Master in Giornalismo dell'Università di Bologna. Conti racconta nell'intervista di aver incontrato Lepore prima di decidere di candidarsi nel capoluogo. 'Ma non ne sono rimasta particolarmente entusiasta'. Anzi, 'ha solo alimentato i miei dubbi: sentivo che Bologna aveva bisogno di un cambio di passo, di un'amministrazione più vicina ai cittadini e capace di far fronte all'aumento di fratture sociali, sia in periferia che in centro'. Ma soprattutto, sottolinea ancora Conti, 'aveva bisogno di una figura competente, libera dalle commistioni tra politica ed economia.



