Ma le cose non sono andate così.
La soluzione infatti è stata osteggiata dalla Lega e da Fratelli d'Italia che hanno detto no a Platis capogruppo, la cui figura del resto avevano osteggiato sottotraccia anche in campagna elettorale.
'In vista della prima seduta del Consiglio provinciale di ieri, nei giorni scorsi avevo provato a mettermi in contatto con il resto del gruppo, per confrontarmi, ma ho avuto il silenzio come risposta - afferma Platis -. Immaginavo che ci fosse un veto su di me, ma non mi sarei aspettato ciò che è successo'.
Così ieri è stato il giorno della verità. A onor del vero la formalizzazione del capogruppo, per volontà del presidente della Provincia Tomei, avverrà la prossima seduta e non come solitamente avviene nella prima seduta utile, ma ieri i giochi sono stati comunque chiusi. Il gruppo Uniamoci ha infatti comunicato all'ufficio di gabinetto provinciale il nome della consigliera comunale di Modena, Luigia Santoro, come capogruppo. Insomma, la ufficialità non c'è ancora, ma la partita è decisa.
Una scelta, quella della Santoro, che suona come una doppia sorpresa. Se c'era il veto su Platis capogruppo ci si aspettava infatti, la promozione del consigliere Zavatti o di Venturini. Scelta scomoda però sia per Fdi che per Lega, disposti a non concedere nulla l'uno all'altro: rivali interni, compatti solo in chiave anti-Platis. Da qui la decisione. Ripiegare sul consigliere meno votato, e che non rompe gli equilibri: Luigia Santoro, come detto attuale consigliere Lega in Consiglio Comunale a Modena.
Pur di non scegliere il consigliere di Forza Italia, nonostante il pieno di voti, le battaglie antisistemiche e la lunga esperienza in Consiglio provinciale, è stata dunque promossa la consigliera meno votata. Per Platis è troppo. Il problema pare essere non solo il veto nei suoi confronti: 'I 60 tra sindaci e consiglieri di centro-destra che mi hanno votato mi hanno chiesto di essere opposizione alla Giunta Tomei-Muzzarelli, o meglio Muzzarelli-Tomei.
Giuseppe Leonelli



