'Nella seduta di ieri della Commissione i consiglieri hanno formulato numerose richieste di chiarimenti e proposto suggerimenti e commenti, soprattutto, relativamente al Regolamento del verde, dando per scontato che in una successiva seduta della Commissione si sarebbe potuto approfondire il Regolamento edilizio e il PUG, anche perché originariamente si era concordato che queste delibere sarebbero state discusse tutte insieme nella seduta consiliare del 22 giugno (avendo tempo, quindi, per svolgere altre Commissioni di approfondimento). Nonostante svariati consiglieri di opposizione abbiano espressamente richiesto di non licenziare la delibera sul Regolamento edilizio, non avendo avuto il tempo necessario per approfondirla adeguatamente e dovendo svolgere ancora domande e approfondimenti, nel corso della Commissione il Pd ha chiesto di mettere ai voti la proposta di licenziare comunque la delibera, a prescindere e nonostante la richiesta delle opposizioni. Ovviamente la proposta è stata approvata da tutta la maggioranza, quindi non solo dal Pd, ma anche dai suoi fedeli e supini alleati di Sinistra per Modena, Verdi e Modena civica - continua Silingardi -. E’ evidente che la maggioranza ha la forza numerica per licenziare una delibera, in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, inibendo in tal modo alle opposizioni lo studio e l’approfondimento adeguato e necessario per un voto responsabile e serio. Quello che è successo, però, è un vergognoso fatto inedito e, quindi, un pessimo precedente, che legittimerà in futuro chiunque avrà la maggioranza a decidere se e quando licenziare una qualsiasi delibera. Un pessimo e vergognoso esempio di arrogante disprezzo per le opposizioni e per il loro diritto-dovere di informarsi e approfondire.
'Alla richiesta, poi, di spiegare le ragioni per cui la maggioranza volesse anticipare al 15 giugno la discussione del Regolamento edilizio e del Regolamento del verde, posto che non vi è alcuna scadenza, se non per approvare il PUG (che comunque verrà discusso nella seduta consiliare del 22 giugno), la risposta è stata sibillina quanto chiara: ragioni politiche. Cioè, vale a dire: facciamo quello che ci pare. Ancora più incommentabile la risposta dell’assessora Vandelli, che ha evidenziato come gli allegati siano documenti tecnici, come a dire che i consiglieri non devono preoccuparsi di studiarseli ed approfondirli. Come se i consiglieri comunali non avessero la possibilità (noi riteniamo anche il dovere) di chiedere ad esperti e di interloquire anche sugli aspetti tecnici che devono votare… Veramente strana questa idea di democrazia dove la maggioranza decide se, quando e quanto le opposizioni possono approfondire le delibere che i consiglieri sono chiamati a votare. Complimenti alla maggioranza, divertitevi così, finché potete'.



