Fare chiarezza sugli investimenti e punto nascita dell'ospedale di Mirandola. I consiglieri del Partito democratico, Ludovica Carla Ferrari (prima firmataria), Gian Carlo Muzzarelli e Maria Costi, interrogano la giunta per sapere quale sia la situazione dell'ospedale di Mirandola, quali investimenti siano stati fatti e quali programmati e come si sia proceduto e si intenda procedere per il rafforzamento delle attività e dei servizi da questo erogati, con particolare riguardo alla riattivazione del Punto Nascita.
'Nel 2022, la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna chiese al Ministero competente una deroga che consentisse di mantenere aperto il Punto Nascita dell'ospedale di Mirandola che, pur contando meno di 500 parti all'anno, si trovava in una zona ancora fortemente provata dalle conseguenze del terremoto del 2012. A distanza di quasi tre anni - spiegano i consiglieri - il 13 marzo scorso, è arrivato l'assenso alla deroga del Ministero della Salute, che consentirebbe di mantenere aperto il Punto Nascita fino a fine 2025, il che significherebbe potere riattivare per pochi mesi una struttura chiusa ormai da tempo'.
'L'assessore alla Sanità, Massimo Fabi, ha sottolineato nei giorni scorsi come la situazione odierna sia ormai tale da non consentire la riapertura in sicurezza del Punto Nascita, per di più per pochissimi mesi e con un organico insufficiente di Ginecologia e Ostetricia, che costringe già ora ad accordi interaziendali per la copertura di turni di guardia', sottolineano Ferrari, Muzzarelli e Costi, e per questo chiedono alla giunta 'quali risposte si siano individuate o si intendano fornire al bisogno delle donne che risiedono nella bassa, che chiedono di potere partorire in sicurezza'.
Punto nascita di Mirandola, Muzzarelli insiste: 'Quali risposte alle donne della Bassa?'
Il 13 marzo scorso, è arrivato l'assenso alla deroga del Ministero della Salute, che consentirebbe di mantenere aperto il Punto Nascita fino a fine 2025
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