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Referendum, Cgil in piazza a Modena per promuovere cinque sì

Referendum, Cgil in piazza a Modena per promuovere cinque sì
Referendum, Cgil in piazza a Modena per promuovere cinque sì

Dialoghi, testimonianze e l'esibizione di Massimo Zamboni ex CCCP. Cittadinanza, salute, lavoro e sicurezza al centro dei quesiti referendari


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È stato Massimo Zamboni ex componenti dei CCCP a chiudere in parole e in musica la manifestazione organizzata dalla CGIL in Piazza Grande, in concomitanza con altre piazze in Italia, per promuovere il voto e i cinque Sì al referendum 2025 su cittadinanza lavoro salute e sicurezza.

Un appuntamento con tanti eventi all'interno iniziato alle 10.30 con il talk condotto da Anna Ferri di Arci Modena con vari ospiti, fra gli latri, Tania Scacchetti segretaria nazionale Spi Cgil e Iacopo Senatori docente di Diritto del lavoro di Unimore e componente del Comitato Scientifico della Fondazione Marco Biagi. A sostegno dei 4 referendum per il lavoro stabile, sicuro, tutelato e dignitoso, e di quello per la riduzione da 10 a 5 anni delle residenza legale per la cittadinanza delle persone immigrate.
A seguire, Anna Ferri ha intervista il musicista e scrittore, già chitarrista dei CCCP Massimo Zamboni sempre sui temi referendari e fatto appello a votare cinque sì.

Massimo Zamboni ha poi eseguito brani dal suo ultimo disco La mia patria attuale accompagnato da Simone Filippi alla batteria, Cristiano Roversi alle tastiere, Erik Montanari alla chitarra.
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Con La mia Patria attuale Zamboni inaugura un nuovo percorso della propria carriera artistica, focalizzandosi su una dimensione più cantautorale, con testi di natura più letteraria e la voce come principale mezzo di espressione, anche se riaffiorano echi di quelle band che con il nome di CCCP e CSI hanno segnato la storia del punk e del rock nel nostro Paese. “Un album dedicato all’Italia in un momento in cui prevale – giustificata – la mancanza di fiducia e di affezione e il sentimento della speranza non è mai stato così flebile nella coscienza dei suoi cittadini” dice Zamboni di un disco che si situa sommessamente all’incrocio tra la rabbia e la disillusione, l’incanto e lo sforzo: “Eppure, esiste un’Italia che sogna, lavora, si offre, studia, sorprende, ci prova. Soprattutto, che non ascolta l’urlo generale. Un’Italia di singoli che operano in microcosmi coraggiosi, parcellari, fatta di talenti spesso silenziosi di cui il Paese attuale non sente il bisogno, di istituzioni e associazioni che conservano nel loro patrimonio genetico l’idea della collettività e devono lottare giorno per giorno contro la sommersione, insistendo di voler esistere”.
In piazza Grande erano presenti i gazebo con gli attivisti del Comitato con materiali informativi sui 5 referendum dell’8-9 giugno.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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