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Regionali, Monica Malaguti (Fdi) si presenta: 'La Bassa al centro'

Regionali, Monica Malaguti (Fdi) si presenta: 'La Bassa al centro'

'La Bassa negli ultimi trent'anni ha visto la chiusura di tre ospedali (Concordia, Finale e San Felice) e il depotenziamento di quello di Mirandola'


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Ha presentato la propria candidatura questa mattina a Finale Emilia. L'avvocato Monica Malaguti è il candidato espressione della Bassa modenese nella lista di Fdi alle Regionali di metà novembre. Impegnata fin da giovanissima nell’attività politica è stata eletta per più mandati consigliere comunale di Finale, ha rappresentato il territorio nell’Assemblea dei Comuni della Area Nord ed è stata assessore nella giunta Palazzi di Finale Emilia.
'Il mio obiettivo è rappresentare l'Area Nord negli organismi decisionali. Il nostro territorio, infatti, negli ultimi decenni è stato completamente dimenticato e abbandonato dalla politica regionale - ha spiegato -. Le linee di intervento principali sono essenzialmente tre: sanità, viabilità e sviluppo economico. La Bassa Modenese negli ultimi trent’anni ha visto un netto peggioramento della rete dei Servizi Sanitari con la chiusura di tre ospedali (Concordia, Finale e San Felice) e il depotenziamento di quello di Mirandola. Le ristrutturazioni dei vecchi edifici ospedalieri è lenta, farraginosa e viene continuamente rinviata a data da destinarsi; le autorità che si succedono ai vertici della nostra ASL vengono sul territorio, promettono e assicurano un repentino inizio dei lavori cosa che puntualmente non si verifica, i vertici vengono sostituiti da nuovi vertici con un continuo rimbalzo delle responsabilità.
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Occorre una presenza efficace in sede politica che curi in maniera assidua gli interessi a tutela della salute della nostra popolazione che invecchia e necessita in modo improrogabile di un’efficienza nella prevenzione e nella applicazione delle terapie'.

 

'Sul fronte della viabilità sono più di sessant’anni che viene promessa la nuova Cispadana che sarebbe un’arteria fondamentale per la velocizzazione dei trasporti nel nostro territorio, non solo per la mobilità delle persone e delle famiglie, ma soprattutto per le imprese che si trovano a dover lavorare su una viabilità ancora ottocentesca con strade tortuose che attraversano piccoli paesi e località e che rendono i tempi di percorrenza molto lunghi e quindi anche elevati i costi. Occorre uscire da questa situazione ed è necessario che la regione Emilia Romagna finalmente indichi questo asse viario come prioritario: l’Area Nord ha già aspettato decenni vedendo i finanziamenti sempre dirottati su infrastrutture di altri territori ritenute più urgenti. La Cispadana non può più essere rinviata a tempi migliori, i tempi migliori sono adesso - ha aggiunto la Malaguti -. Lo sviluppo economico è necessariamente legato al problema della viabilità, tuttavia la regione può dedicare delle risorse per incentivi e defiscalizzazioni a sostegno di specifici progetti legati agli insediamenti e alla formazione professionale.
Tutti i dati economici, sociali e demografici indicano che l’Area Nord è un territorio in sofferenza; negli ultimi decenni c’ è stato un decremento della popolazione simile a quello dell’Appennino ma, a differenza dell’Appennino, per l’Area Nord non è mai stata prevista nessuna iniziativa particolare di tutela'.
'L’Area Nord si trova in una sorta di avvallamento che rende difficoltoso il ricambio e la circolazione dell’aria, ne sono la prova concreta le statistiche sanitarie che vedono nel nostro territorio picchi di malattie pneumologiche, portando per gli abitanti una sorta di rischio salute - ha aggiunto -. Non si risolve questo problema usando il nostro territorio come una pattumiera buono per ospitare discariche di rifiuti speciali. Anche qui promesse e impegni sono stati disattesi e resi vani dall’assoluta mancanza di politici di riferimento per l’Area Nord nelle sedi decisionali. Nessuno ci ha mai difeso'.

 

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