'La Giunta Mezzetti ha preso in mano la situazione, affrontandola senza negare i problemi e senza scaricarli sui cittadini e le criticità emerse in queste settimane non vanno minimizzate, ma lette per quello che sono: gli effetti di una fase di transizione che ora deve essere accompagnata e completata'. Secondo Ferrari, Modena non è un’eccezione, ma una città che sta attraversando un passaggio già vissuto altrove. 'Anche Bologna, quando ha introdotto nuovi modelli di raccolta e di tariffazione, è intervenuta in corsa per correggere le modalità operative. Nulla di nuovo, perché ogni territorio ha bisogno di una propria modalità di raccolta. La differenza la fa la capacità politica di riconoscere i nodi e intervenire. E poi andare oltre'.
Per il consigliere regionale ora il punto è concentrarsi sull’ultima fase, evitando di rimanere intrappolati nella polemica quotidiana. 'Si lavora a questa fase che deve essere risolutiva: si lavora all’organizzazione nei quartieri più complessi per accompagnare le famiglie e contrastare gli abbandoni, fondamentale il dialogo tra cittadinanza, Istituzioni e soggetti attuatori. I controlli sono necessari per mettere i “furbetti” all’angolo. Perché a causa di pochi scorretti non si metta in discussione un percorso virtuoso fatto da molti. È un lavoro che va fatto con serietà, senza ideologie e senza slogan, con tutto il raccordo possibile con i Comuni della Provincia perché la collaborazione fra Enti Locali è fondamentale. Il traguardo è arrivare finalmente a una tariffazione puntuale pienamente compresa e accettata, perché equa e sostenibile, capace di determinare la riduzione dei rifiuti da un lato e la qualità della differenziata dall’altro'.
Completiamo e andiamo oltre: 'Una volta raggiunto questo obiettivo Modena deve andare oltre e concentrarsi su ciò che una grande città deve considerare prioritariamente: qualità della vita, sviluppo urbano, inclusione, attrattività, innovazione sociale ed economica, la sfida demografica che abbiamo innanzi sia al centro del nostro lavoro'.

