'Ho firmato le due proposte di legge di iniziativa popolare della CGIL, per la difesa della sanità pubblica e per la tutela dei lavoratori in appalto. Sono iniziative importanti che rimettono al centro questioni cruciali per la tenuta sociale del paese. Il servizio sanitario nazionale deve essere finanziato con maggiori risorse: nella proposta si fissa il fondo sanitario nazionale al 7,5% del Pil come sticella minima perchè la sanità pubblica sia tale - afferma il sindaco -. Servono compensi degni in particolare per gli infermieri e un sistema che attragga i professionisti invece di mandarli all'estero. Come ho già avuto modo di dire, come sindaco di Modena intendo affrontare con responsabilità le politiche sanitarie dell'oggi, nella situazione che abbiamo e a risorse date. Un compito che stiamo mettendo in campo assieme ai direttori generali delle aziende sanitarie e ai sindaci di tutta la provincia nell'ottica di razionalizzare l'offerta sanitaria, non per tagliarla ma per renderla più efficiente'.
Una firma, quella di Mezzetti, che conferma la posizione già espressa dal sindaco che aveva invitato il centrosinistra a unirsi sulla petizione della Cgil, implicitamente censurando l'estemporanea raccolta firme speculare di una parte del Pd modenese, organizzata dall'ala che fa riferimento a Muzzarelli e Lenzin, senza peraltro nemmeno coinvolgere il segretario provinciale Paradisi, come ci ha confermato nei giorni scorsi lo stesso Paradisi (qui).
I promotori della campagna Cgil si propongono di raggiungere 50.000 firme a livello nazionale, per ogni proposta di legge di iniziativa popolare, già nel primo fine settimana di lancio della campagna il 15 e 16 maggio.


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