La sentenza del Tar sembrava aver messo la parola fine alla querelle sul voto a San Prospero. Quattro giorni fa, infatti, il Tar aveva accettato il ricorso presentato dai due candidati sindaci, Sauro Borghi del centrosinistra e Bruno Fontana del centrodestra, e aveva rimesso alle elezioni dell'8 e 9 giugno le rispettive liste, nonostante il grave vizio formale rappresentato dalla assenza di timbri al momento del deposito.
Ieri però l'Avvocatura generale dello Stato, a sorpresa, ha deciso di riaprire la questione facendo ricorso in Consiglio di Stato alla decisione del Tribunale amministrativo regionale che aveva 'perdonato' l'errore formale.
A questo punto, considerati i tempi strettissimi, la possibilità che i cittadini di San Prospero possano votare l'8 e 9 giugno si riducono drasticamente e, in attesa che il Consiglio di Stato si esprima, si riavvicina lo spettro del commissariamento.
San Prospero, Avvocatura generale dello Stato dice no al Tar e fa ricorso: ipotesi commissariamento
Considerati i tempi strettissimi, la possibilità che i cittadini di San Prospero possano votare l'8 e 9 giugno si riducono drasticamente
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