In una nota, la FIALS chiede al Prefetto di Modena la convocazione urgente di un tavolo di conciliazione per affrontare una crisi che, secondo il sindacato, rischia di compromettere sia la tenuta dei servizi sanitari sia la tutela dei lavoratori.
Tra le principali rivendicazioni spicca il disavanzo di 159 milioni di euro registrato nel 2024 dalle due aziende sanitarie modenesi, “coperto – sottolinea il sub commissario Fials per la provincia di Modena Giuseppina Parente – senza alcun intervento strutturale di contenimento”. Una situazione che, secondo il sindacato, pesa interamente sulle spalle del personale, costretto a fare i conti con turni insostenibili, straordinari obbligatori e precarietà contrattuale.
A generare particolare allarme è anche la recente soppressione dell’unico medico di emergenza territoriale (MET) attivo nell’Alto Frignano, definita dalla FIALS 'una decisione gravissima che come dimostrerebbe anche l'ultimo caso della donna soccorsa a Trentino la scorsa settimana, potrebbe avere 'conseguenze fatali per i cittadini'. Una posizione, quella della Fials, su questo punto già espressa dalla subcommissario per la provincia di Modena Giuseppina Parente dell'incontro pubblico organizzato a Sestola dal locale comitato alla presenza dell'Asl di Modena.
'A queste criticità - scrive il sindacato - si aggiungono la totale assenza di politiche di welfare aziendale, con carenze nei servizi di supporto alla genitorialità e nella conciliazione tra vita e lavoro, e la mancanza di un piano strutturato di assunzioni e stabilizzazioni'.
Il sindacato chiede ora risposte e azioni. In particolare, un impegno vincolante al rientro dai costi, il ripristino immediato del MET nell’Alto Frignano, un piano straordinario per rafforzare l’organico e l’introduzione di misure reali di welfare per i lavoratori.
“Nonostante i confronti avuti con le Direzioni generali, nessuna delle proposte avanzate ha trovato accoglimento – afferma la segreteria provinciale FIALS –. Per questo siamo costretti a mobilitarci: per difendere la dignità dei lavoratori e garantire la sicurezza e la qualità dei servizi sanitari ai cittadini”.



