Via libera formale a Modena sull'ambizioso polo culturale Sant'Agostino, che per la parte relativa al complesso 'Estense' ha gia' ricevuto i milioni di euro ministeriali. È arrivato ieri il semaforo verde alla variante urbanistica alla base del progetto: ora il procedimento prevede il passaggio in Consiglio comunale per l'approvazione dell'accordo e l'adozione dei provvedimenti urbanistici, seguirà la sottoscrizione dei diversi enti e quindi la pubblicazione per due mesi per la raccolta delle osservazioni. Ma soprattutto, il via libera alla variante è arrivato all'unanimità da parte della Conferenza preliminare, e questo conta per la giunta Muzzarelli. La Soprintendenza, questa volta, ha dato via libera agli aspetti urbanistici e ha chiesto un'integrazione alle indagini di natura archeologica, in relazione alla possibile presenza delle mura bassomedievali, e di natura stratigrafica. In quest'ultimo caso il soprintendente vuole approfondire sulle strutture ottocentesche di due immobili, di cui andrebbe evitata la totale demolizione: l'ex istituto pediatrico, gia' antico ospedale poi sala celtica, e l'istituto clinico dermo-sifilopatico. Precisa il Comune: 'Si tratta di aspetti progettuali che non pongono in discussione la realizzabilita' dell'intervento di riqualificazione e rigenerazione e che saranno valutati nelle prossime sedute della Conferenza dei servizi dedicate alle modalita' esecutive, senza incidere- rimarca l'amministrazione- sulle scelte di pianificazione urbanistica'.
In particolare, nell'ultima seduta della Conferenza è stato presentato il parere dei comitati tecnico-scientifici congiunti richiesto dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio competente su Modena, che ha dichiarato ammissibile sia la copertura vetrata del cosiddetto gran cortile (per la sua 'centralita' funzionale e simbolica' e per i 'limitati impatti sulle murature di appoggio e la reversibilita'') sia la galleria vetrata nel cortile del pronto soccorso, ha dato l'ok alla demolizione e ricostruzione della parte mediana dell'ex istituto pediatrico (esclusa la parte di pertinenza dell'ospedale dermo-sifilopatico) e alla realizzazione del passaggio verso via Ramazzini ('alla luce dell'obiettivo di consentire un'adeguata permeabilita' urbana al complesso e di rendere riconoscibile la testata a nord-est della Tenaglia'). Il tutto suggerendo di individuare 'soluzioni che non alterino il fronte verso la strada agendo con demolizioni mirate sul muro laterale dell'edificio'.
Intanto pero', il gruppo M5s continua a mostrarsi perplesso ed evidenzia in una nota: 'Il modo in cui è stato condotto il progetto del Sant'Agostino, dalla scelta dei progettisti all'aggiudicazione dell'appalto, alle continue varianti, ai dubbi sull'accordo di programma... tutto dimostra come quel che doveva essere il più grande investimento culturale in Italia e' in realta' l'ennesimo progetto edilizio, che non poggia su un progetto culturale di respiro'.



