'Nel dibattito che ne è scaturito, mentre i consiglieri del Pd hanno continuato a sostenere la tesi d’ufficio che l’unica colpevole fosse la cosiddetta dipendente infedele e che tutti gli altri protagonisti fossero esenti da responsabilità, Mezzetti ha esteso la possibilità di eventuali coinvolgimenti ai principali gestori della società a controllo pubblico, al sistema di controllo e anche alla banca che non ha eccepito su movimenti anomali. In pratica col suo intervento ha squarciato l’imbarazzante velo di ipocrisia del Pd locale che usa la questione morale verso gli altri, ma non verso sé stesso'.
Il rappresentante del Carroccio afferma che 'L'uso disinvolto della carta di credito aziendale, l’utilizzo dei contanti non ammesso nei movimenti di questo tipo di società, l’esecuzione di bonifici eseguiti dalla dipendente che non potevano tecnicamente essere conclusi senza l’assenso di livelli gestionali più alti, l’eccessiva concentrazione di compiti in un’unica persona sono fatti incontrovertibili che dimostrano criticità nel sistema di organizzazione e controllo di aMo. Mezzetti su questo ha fatto un’analisi critica oggettiva e ha proposto una completa revisione delle procedure, un nuovo piano anticorruzione e l’adesione al modello 231, che introduce modelli organizzativi e sistemi di controllo idonei a prevenire la commissione di reati. Ciò dovrebbe assicurare l’impossibilità che si possano verificare nuove distrazioni di fondi pubblici'. Bertoldi chiude dicendo che 'la Lega continuerà a seguire gli sviluppi della questione, favorendo ogni tentativo possibile per recuperare la maggior parte possibile dei fondi sottratti'.



