'Le dichiarazioni e le iniziative assunte dall’Amministratore Unico Bosi rappresentano l’ennesimo maldestro tentativo di restringere il perimetro di una vicenda che resta grave, confusa e politicamente inaccettabile. Rendere pubblico il nome della dipendente non solo non chiarisce quanto accaduto, ma appare funzionale alla strumentalizzazione. Il comunicato stampa dell’esponente del Partito Democratico pare trasudare giubilo dall’aver assicurato alla pubblica gogna la dipendente ergendo, esso stesso, a paladino indefesso di verità e giustizia'. A parlare è il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Antonio Platis.
'Questa supponenza è però finita in meno di cinquanta minuti, quando qualcuno ha avvisato l’Amministratore Bosi delle possibili ricadute legali di questa scelta e dei rischi a cui ha esposto la società pubblica Amo. Retromarcia, via il nome, mentre le agenzie stampa avevano già battuto la notizia in ogni dove. È bene ricordare che si tratta esclusivamente del procedimento civile e non di quello penale, così come non è casuale che una parte dell’ammanco non sia stato ricondotto alla dipendente - continua Platis -. Attendiamo la medesima enfasi nel rispondere alle tante domande insolute alle quale si trincera da mesi in un imbarazzante ed ingiustificabile silenzio.
Pensare che il modello 231 salvi il mondo quando la Fondazione di Modena ha appena perso oltre un milione di euro sebbene ne fosse dotata è ridicolo. Come è ridicolo che nessuno chieda conto dei 47 mila euro prelevati allo sportello e spesi attraverso la ‘strisciata’ del bancomat personale. Vorremmo sapere da Bosi delle contraddizioni tra la versione di Amo e quella del Comune di Modena sui viaggi e le relative super spese. Ci piacerebbe conoscere come è stato possibile, nonostante la stola di nominati a vario titolo a controllare, perdere per strada oltre mezzo milione di euro in una partecipata che dovrebbe limitarsi a fare da passacarte tra i fondi nazionali per il TPL e l’esercente del servizio.La presunzione di innocenza vale per tutti, ma non può essere piegata per colpire uno e contemporaneamente escludere da ogni valutazione chi ha ed ha avuto ruoli apicali in AMO. La trasparenza non si pratica indicando nomi in piazza, ma fornendo documenti, spiegazioni e assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità'.



