'«Come gruppo appoggiamo la richiesta di avvio dell’azione di responsabilità civile nei confronti degli ex vertici aMo'. E' quanto dichiara Andrea Mazzi, capogruppo di Modena in ascolto, in merito alla vicenda aMo, l'Agenzia della mobilità di Modena, che ha subito un ammanco di 600mila euro pubblici. Domani il Consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi sulla mozione presentata da Fratelli d’Italia, che chiede che l’assemblea dei soci aMo deliberi l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori che si sono succeduti negli ultimi anni. In sostanza, dato che quasi certamente non si riuscirà a recuperare i soldi sottratti dalla dipendente presunta responsabile, si chiederà che dell’ammanco siano chiamati a risponderne i presidenti e gli amministratori, al limite anche col loro patrimonio personale.
'Ci sono stati diversi prelievi, allo sportello e con carta di credito, per più di 50mila euro, – continua Mazzi – di cui si è persa traccia tanto che non ne è stata richiesta la restituzione alla dipendente e di cui qualcuno deve rispondere. Ad oggi risulta solo che l’autore di questi prelievi sia stato l’ex presidente Reggianini. Inoltre, emerge la totale assenza di controlli in una società che muove ogni anno più di 40 milioni di euro. Una mancanza di controllo tale per cui una persona da sola gestiva tutta la contabilità ed il bilancio, muovendosi con una tale sicurezza da lasciar presumere che sapesse che nessuno l’avrebbe controllata.
E tale per cui fino al 2021 la gestione di contabilità e bilancio era data per intero all’esterno della società, alla stessa persona che poi è stata assunta, senza che alcuno la verificasse dall’interno. E tale per cui è stata solo una segnalazione da un controllore esterno che ha fatto emergere il problema'.Sulla vicenda Amo dopo il licenziamento del direttore e l’avvio del procedimento per il recupero del credito presso la dipendente, gli ultimi mesi sono trascorsi senza sostanziali novità, quasi che non ci sia fretta di affrontare le questioni. 'Un’interrogazione del nostro gruppo che chiedeva chiarimenti su diversi punti oscuri, dai prelievi in contati alla segnalazione dell’Agenzia delle Entrate, ai viaggi di rappresentanza, giace da settembre ancora inevasa' spiega Mazzi.
'Mancanza di controllo analoga a quella che è emersa in questi giorni alla Fondazione di Modena. – conclude Mazzi – Dipendenti che cercano di ingannare la società in cui lavorano ce ne sono ovunque, ma non dappertutto le società ci mettono così tanti anni ad accorgersene. In AreaBlu ad Imola se ne sono accorti dopo un anno e sono riusciti a recuperare per intero i 200.000 Euro sottratti.



